Piano industriale di AMIU 2018-2020

Trovate QUI sul nostro blog il piano industriale di AMIU presentato al Comune di Genova e QUI la presentazione impiegata durante la relativa Commissione Consiliare.

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CS Commissione Europea su plastica

isola di plastica

Queste sono isole artificiali fatte di rifiuti di plastica nell’Oceano Pacifico. Le hanno create il consumo crescente di plastica, il diffondersi dell’usa e getta in tutto il mondo e l’irresponsabile abbandono nell’ambiente; il danno crescente a pesci e mammiferi marini che se ne cibano, comporta poi anche un rischio per la salute umana tramite la catena alimentare.

Per contrastare tutti questi danni causati dai rifiuti di plastica, la Commissione Europea propone una nuova strategia per proteggere il pianeta e i cittadini e responsabilizzare le imprese:   tutti gli imballaggi di plastica sul mercato UE saranno riciclabili entro il 2030, l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso sarà ridotto e l’uso intenzionale di microplastiche sarà limitato. Il comunicato stampa a questo link:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-5_it.htm

Sacchetti ultraleggeri: scelte giuste, modalità sbagliate

tortue-avalant-un-sac-plastique

L’articolo 9 bis della Legge 123 del 2017 sul Mezzogiorno intende estendere ai sacchetti ultraleggeri per alimenti le misure già adottate con successo per gli shopper. 

L’intenzione di superare l’uso della plastica tradizionale anche nei sacchetti ultraleggeri per asporto di generi alimentari, è condivisa dal Coordinamento ligure GCR, così come siamo a favore del renderne evidente il prezzo proprio per disincentivarne il prelievo.

Quindi l’alternativa deve poter essere la “sporta” riutilizzabile, pratica, conveniente, ambientalmente sostenibile, che rispetta la gerarchia superiore del riuso rispetto al consumismo dell’usa e getta. L’errore grave è stato commesso dal Ministero dell’Ambiente con la lettera alla Grande Distribuzione (GDO) in cui vieta le borse riutilizzabili: nella Legge questo divieto non c’è, contrasterebbe con l’obiettivo dichiarato.

Per approfondire, leggete il comunicato di Zero Waste Italy

http://www.zerowasteitaly.org/sacchetti-ultraleggeri-scelte-giuste-modalita-sbagliate-il-ministro-dellambiente-puo-superare-le-polemiche-di-questi-giorni-in-poche-ore/

Intervista a Paul Connett

Attivarsi per migliorare la società è il modo migliore di vivere. E nel farlo ci si può anche divertire molto.

E’ questa, in sintesi, l’esperienza di Paul Connett, autore di The Zero Waste Solution: Untrashing the planet one community at a time, pubblicato nel 2013 e disponibile in italiano con il titolo Rifiuti Zero. Una rivoluzione in corso. Ecco il link all’intervista completa: http://www.knowledgesociety.net/arricchitevi-di-significato-intervista-a-paul-connett/ 

Come finanziare le scuole locali con la RD

raccolta-differenziata-rifiutiIniziativa di un sindaco del modenese intervenuto a Campi Bisenzio: come il Comune di Savignano sul Panaro in provincia di Modena riesce a finanziare le scuole locali grazie alla RD di alta qualità:

http://www.knowledgesociety.net/quando-ambiente-ed-economia-sincontrano-lesperienza-di-savignano-sul-panaro-modena/

L’esperienza sarebbe replicabile anche in Liguria? A quale Comune si potrebbe proporre? C’è qualcuno interessato ad organizzarlo?

 

Incontro nazionale dei Comuni RZ 2017: il report

Abbiamo partecipato all’incontro nazionale dei comuni Rifiuti Zero il 27-28-29 ottobre a Campi Bisenzio, nella piana fiorentina.

 

Perché Campi Bisenzio?

La scelta della sede non è stata casuale. A Case Passerini nel comune adiacente di Sesto Fiorentino si vorrebbe costruire un nuovo inceneritore, nonostante schiaccianti evidenze di carattere economico ed ambientale dimostrino come l’incenerimento sia una pratica sorpassata e insostenibile.

Purtroppo il sindaco di Firenze Dario Nardella né altri della sua giunta, sostenitrice della necessità di costruire l’impianto, hanno partecipato, nonostante l’invito di Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, e dei comitati cittadini tra cui le “Mamme No Inceneritore”.

 

Le buone pratiche già esistono, in Italia e nel mondo

L’evento ha raggiunto lo scopo di dimostrare che le buone pratiche esistono già (!) e sono attive e funzionanti in molti dei 270 Comuni italiani che hanno adottato la delibera Rifiuti Zero. Molte testimonianze di successo da sindaci, amministratori e funzionari, sostenuti da giunte di ogni tipo di schieramento politico, poiché la strategia Rifiuti Zero non è esclusiva di nessuno, ma è trasversale ai colori politici.

Sono intervenuti anche due Comuni liguri: Imperia e Sestri Levante

Interventi anche da città con più di 100.000 abitanti come Roma, Parma e Livorno e una testimonianza di Jack Macy, Zero Waste manager di San Francisco, in California.

La città statunitense, da anni leader nella strategia Rifiuti Zero, dimostra che anche in grandi città (quasi un milione di residenti) con una conformazione geografica complessa è realizzabile un modello di gestione corretta, efficiente e sostenibile dei rifiuti.

 

Verso un modello conveniente da tutti i punti di vista

Le presentazioni del Professor Paul Connett della St. Lawrence University, di Rossano Ercolini e di Rick Anthony, rappresentante della Zero Waste International Alliance hanno messo in evidenza come l’adozione della Strategia Rifiuti Zero sia auspicabile dal punto di vista economico, specialmente in Europa per la scarsità di materie prime per l’industria manifatturiera, per ridurre la dipendenza dai Paesi esportatori.

Recuperare e riutilizzare le cosiddette materie prime seconde diventa indispensabile per continuare a produrre e incrementare l’occupazione.

Diversi studi dimostrano come efficaci pratiche di riciclo, anziché le cattive di incenerimento, creino fino a 10 volte posti di lavoro in più.

Un cambiamento così radicale non può fare a meno di governi sensibili e attenti e di una migliore progettazione industriale. E’ quindi evidente la necessità di una crescente presa di coscienza da parte dei cittadini-consumatori, i quali possono fare pressione sulle amministrazioni locali e nazionali e sulle aziende produttrici tramite le scelte di consumo.

Per questo, la tre giorni di Campi Bisenzio non è stata un evento NIMBY (Not In My Back Yard). Si è trattato invece di un weekend all’insegna di democrazia partecipativa, empowerment e proposte concrete alternative a una tecnologia vecchia, anti-economica e inquinante.

Incentivazione del vuoto a rendere nei Comuni

vuoto a rendereLa disposizione che introduce il sistema del vuoto a rendere nel nostro ordinamento ha visto finalmente la luce ed è oggi un articolo del Testo Unico ambientale. Ma si è dovuto attendere il 2017 per il Decreto Ministeriale che ne regolamenta la sperimentazione ad adesione volontaria.

Il coordinamento ligure GCR, da sempre sostenitore di una corretta gestione dei materiali post consumo, promuove azioni pilota per la Riduzione dei rifiuti (gerarchicamente più importante ancora della raccolta differenziata, perché riduce il consumismo incentivando il riuso degli imballaggi).

In concomitanza con la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti 2017 (SERR) diamo diffusione quindi a un modello di mozione/ordine del giorno link  >>>  da segnalare alle Amministrazioni Comunali o da portare in approvazione nei Consigli Comunali per incentivare una pratica virtuosa che si è persa negli anni: il vuoto a rendere.

Per informazioni dettagliate rinviamoal blog del Deputato Vignaroli link >>> , in cui potete trovare informazioni sulla genesi della legge, sui contenuti della stessa e soprattutto un utile vademecum per questa iniziativa.

L’atto è già stato approvato l’11 ottobre 2017 a Pomezia link >>> dove è stato contestualmente deliberato uno sconto del 30% sulla tariffa dei rifiuti per gli esercenti che aderiscono al sistema.
In Liguria una analoga mozione (link>>>) è stata approvata a Bogliasco (Ge) il 13 novembre 2017.

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