Gli inceneritori non risolvono il problema dei rifiuti

RISPOSTA AL SECOLO XIX PER ARTICOLO 31-10-2020 SUGLI INCENERITORI

Come Coordinamento Ligure Gestione Corretta dei Rifiuti (GCR) abbiamo letto con stupore l’articolo pubblicato il 31 ottobre e firmato da F. MAR. dal titolo “nessun inceneritore – Liguria punita dall’ecotassa”.

Si tratta di un classico esempio di informazione distorta. Infatti già dal titolo si fa una affermazione assolutamente infondata correlando l’ecotassa – legata allo smaltimento dei rifiuti in discarica – con gli inceneritori. Cosi non è, non è vero, come affermato nell’articolo, che l’ecotassa serva a finanziare la costruzione di inceneritori. E’ vero che paghiamo molto di ecotassa, ma perché dobbiamo ancora smaltire troppi rifiuti indifferenziati.

La soluzione non è costruire inceneritori, impianti costosi che fanno aumentare la TARI, inducono a produrre sempre più rifiuti per almeno una ventina di anni necessari all’ammortamento, inquinano l’aria con danni alla salute e generano un 30% di ceneri da smaltire in discarica.

La soluzione è realizzare quanto previsto dai Piani di Provincie e Città Metropolitana della Liguria, che prevedono riduzione dei rifiuti prodotti come prima azione fondamentale e poi un conferimento di rifiuti residui in discarica inferiore all’incenerimento e con minori costi: raccolta differenziata di qualità, con pochi corpi estranei, finalizzata al riciclo di materia, possibile solo col metodo porta a porta, che permette di aumentarne la quantità ben oltre il 65%; inoltre impianti di trattamento della frazione organica (umido),  impianti di trattamento meccanico-biologico finalizzati al recupero spinto di materia dal residuo indifferenziato, senza produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) che non ha mercato e sarebbe quindi un nuovo rifiuto da smaltire.

Il problema quindi non è nella mancanza di inceneritori, ma nella incapacità tecnico-politica delle nostre amministrazioni di realizzare i piani previsti, che avrebbero tra l’altro il vantaggio di ridurre le emissioni di gas serra e quindi contrastare il disastro climatico imminente.

Protocollo rifiuti per i candidati alla presidenza della regione Liguria

Abbiamo inviato ai candidati presidente della Regione Liguria un protocollo di buone pratiche per la corretta gestione dei rifiuti, che chiediamo di sottoscrivere per impegnarsi a realizzarlo durante i 5 anni di mandato regionale.

ZWEurope su incoerenza incenerimento

economia circolare

 

L’incenerimento, anche se con “recupero di energia” non rientra nel concetto di economia circolare: distrugge materia che poi va nuovamente acquisita. Quale destinazione allora per il RUR (rifiuto urbano residuo o indifferenziato)? Deve andare in impianti TMB, che separano ulteriore materia con selezioni varie a freddo e poi la recuperano per l’industria del riciclo (attenzione: non per produrre CSS, combustibile destinato a bruciare in un secondo tempo). Ecco la BUONA NOTIZIA:

Oggi viene lanciato il Report ZWE sulle incoerenze dell’incenerimento con l’agenda della Economia Circolare e con le politiche sul Clima, e per promuovere il trattamento a freddo con recupero materia.
La cosa è già all’attenzione della Commissione Europea, che aveva chiesto il testo in anticipo per valutare alternative all’incenerimento più coerenti con la visione della Economia Circolare e gli obiettivi ambiziosi previsti nel Pacchetto.

Qui il link per scaricare il Documento.
https://zerowasteeurope.eu/library/building-a-bridge-strategy-for-residual-waste/

E qui il Comunicato Stampa, con alcune valutazioni di sintesi
https://mailchi.mp/rethinkplasticalliance/landfill_target-1673176?e=4afdc1c1d3

La Danimarca vuole ridurre l’incenerimento e aumentare il riciclo

Ecco un’ottima notizia arrivata da un paese europeo, che alcuni italiani indicavano come modello da imitare nel campo della gestione dei rifiuti; in realtà siamo molto più avanti noi in Italia: infatti l’elevata capacità di incenerimento in Danimarca ha causato un enorme aumento dei rifiuti prodotti, più di 800 kg per abitante ogni anno, mentre la nostra Liguria, pur essendo una delle regioni meno virtuose, ne produce circa 500 kg.

http://www.ecodallecitta.it/notizie/392927/piu-riciclo-meno-incenerimento-la-danimarca-non-vuole-piu-bruciare-la-plastica  

Ecoforum Net – dirette streaming di Legambiente Liguria

COMUNICATO STAMPA – ECOFORUM NET

5 dirette streaming con Legambiente per fare il punto su economia circolare, lavoro e acquisti verdi sulle pagine social dell’associazione dall’11 maggio

Genova, 7 maggio 2020. Il periodo è complicato, l’emergenza sanitaria non è ancora finita per questo riteniamo importante continuare ad informare restando a casa. Da qui la necessità di organizzare cinque momenti di approfondimento in diretta streaming dalla pagina Facebook e sui canali social della nostra associazione dalle 18 alle 19,30 dell’11, 13, 15, 18 e 21 maggio per confrontarci su economia circolare, lavoro e acquisti verdi nella pubblica amministrazione.

Insieme a Santo Grammatico e Federico Borromeo, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Liguria interverranno, Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente, Giorgio Zampetti, direttore Legambiente, Enrico Fontana e Maria Maranò della segreteria nazionale Legambiente per confrontarsi, di volta in volta, con Luca Piatto del CONAI, (Consorzio nazionale Imballaggi,) Federico Vesigna, segretario Cgil Liguria, Enzo Scalia, direttore ReLife Group, azienda impegnata nella gestione della raccolta differenziata della carta, Tiziana Merlino, direttrice AMIU, Pietro Pongiglione, presidente AMIU e Kristopher Casati, assessore all’ambiente del comune della Spezia.

La necessità oggi più che mai è quella di riuscire a coniugare ambiente ed economia – spiega Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria – da qui pensiamo debba ripartire il Paese e la Liguria in questa fase in cui ancora conviviamo con il Covid-19, perché anche questa possa diventare un’occasione di rilancio di nuove politiche verdi.”

GLI INCONTRI

11 maggio 18.00-19.30 – Il punto sulla raccolta differenziata dei rifiuti

Come è stata gestita la raccolta differenziata durante l’emergenza sanitaria e quali opportunità per la ripartenza.

  • Luca Piatto, responsabile area rapporti con il territorio Conai
  • Giorgio Zampetti, direttore Legambiente
  • Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria

13 maggio 18.00-19.30 – Lavoro, sicurezza. Le opportunità dei materiali postconsumo

La conoscenza e le nuove tecnologie per garantire filiere sicure per i lavoratori e benefici ambientali, sociali ed economici per le comunità.

  • Federico Vesigna, segretario Cgil Liguria
  • Maria Maranò, segreteria nazionale Legambiente
  • Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria

15 maggio 18.00-19.30 – Come la filiera della carta può tutelare le foreste mitigando il cambiamento climatico

Il ruolo dell’industria cartaria nell’economia circolare che trasforma una materia prima rinnovabile e biodegradabile in nuova carta.

  • Enzo Scalia, direttore ReLife Group
  • Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente
  • Federico Borromeo, direttore Legambiente Liguria

18 maggio 18.00-19.30 – La gestione della filiera dei rifiuti, dalla raccolta agli impianti.

Dalla difficolta nella gestione nel periodo della pandemia alle prospettive future per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

  • Pietro Pongiglione, presidente AMIU
  • Tiziana Merlino, direttrice AMIU
  • Stefano Ciafani, presidente Legambiente
  • Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria

21 maggio 18.00-19.30 – Come l’amministrazione pubblica può contribuire alla green economy

Una differenziata spinta sul territorio e gli acquisti verdi da parte della pubblica amministrazione raccontati nel territorio più virtuoso in Liguria.

  • Kristopher Casati, assessore all’ambiente comune La Spezia
  • Enrico Fontana, segreteria nazionale Legambiente
  • Federico Borromeo, direttore Legambiente Liguria

Informazioni:
Ludovica Schiaroli – 349 4558035
Ufficio Stampa Legambiente Liguria
Via Caffa 3/5b – 16129 Genova
http://www.legambienteliguria.org

Il contributo degli inceneritori  alla produzione di gas climalterante con effetto serra

635750469726731598_02_HomeIm_810x400

Sintesi
Secondo i dati ISPRA, già oggi gli inceneritori emettono CO2 di origine fossile per kWh netta prodotta in misura pari al 220% rispetto alle emissioni del mix energetico nazionale. Mentre le emissioni di quest’ultimo continuano nella loro pronunciata discesa, gli inceneritori non mostrano altrettanta capacità, per cui il gap già elevato è destinato ad ampliarsi.

Questo dimostra che gli inceneritori non sono assolutamente più una alternativa alle fonti fossili nella produzione di energia, e ancor meno rispetto alle prospettive a medio-lungo termine di emissioni del mix energetico nazionale, ma, anche se la quota di energia prodotta dagli inceneritori è bassa, costituiscono comunque, come tutti gli impianti con emissioni superiori al mix energetico nazionale, una palla al piede rispetto agli obiettivi europei di azzerare le emissioni entro il 2050.

Non appaiono più neanche una valida alternativa rispetto alle discariche, dato che con la stabilizzazione obbligatoria del RUR e la captazione del biogas, le emissioni di CO2 equivalente derivanti dalla produzione di biogas non sembrano colmare il divario.

Occorre mettere in campo da subito una exit strategy dall’incenerimento, che veda la loro chiusura anticipata degli inceneritori, comunque non oltre la fine degli ammortamenti degli investimenti già eseguiti, e che metta in campo tecnologie e metodologie di gestione dei rifiuti alternative più efficienti, tanto più in considerazione del trend di riduzione dei rifiuti urbani da smaltire.


VISUALIZZA E SCARICA IL PDF DEL DOCUMENTO

https://www.facebook.com/reterifiutizeroemiliaromagna/posts/1703199069819929

https://drive.google.com/file/d/1SykxKxGwdVm5Ghyp7uKB45uhsomctJ7s/view

Economia circolare e covid-19

recupero materia

COMUNICATO STAMPA

L’Economia Circolare in aiuto dell’emergenza Covid19. Nasce a Bologna un innovativo progetto di recupero dei ricambi da apparecchiature elettromedicali in disuso.

L’azienda bolognese Dismeco srl, è capofila, insieme a Zero Waste Italy, di un progetto sperimentale denominato MDRe – Medical Device Regeneration, volto al recupero certificato, al fine del loro riutilizzo, di ricambi di apparecchiature elettromedicali inutilizzate o dismesse, utili per sopperite alle carenze durante le emergenze sanitarie.

L’azienda Dismeco, premiata da Confindustria, nel 2019, come Best Performer dell’Economica Circolare 2019, gestisce un innovativo impianto industriale di recupero Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) a Marzabotto (BO) con un elevatissimo standard di recupero di componenti e materiali.

Zero waste Italy, presieduta dal Premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini, è un’associazione no profit che si prefigge di promuovere le buone pratiche di riduzione, riparazione, recupero di prodotti e materiali, perseguendo gli obiettivi di innovazione e applicazione fondamento delle politiche della Comunità Europea in tema di Economia Circolare.

Durante l’attuale drammatica crisi sanitaria è emersa prepotentemente la strutturale carenza di apparecchiature elettromedicali a disposizione. E’ noto, al contrario, come ospedali e sanità pubblica dispongano di grandi quantità di apparecchiature elettromedicali datate ma ancora perfettamente funzionali all’uso, oppure non utilizzabili in quanto carenti dei ricambi necessari ma non disponibili.

Il Progetto MDRe intende intercettare le apparecchiature non in funzione o dismesse, che in questo momento vengono prevalentemente gestite tramite una indiscriminata triturazione finale, per ricavare ricambi utili alle istituzioni sanitarie. Tali ricambi verrebbero immagazzinati dopo operazioni controllate e certificate di smontaggio selettivo e successiva sanificazione, mentre le parti non utilizzabili verrebbero avviate alla triturazione.

All’interno della “mission” di questo progetto pilota, unico al mondo nel suo genere, Dismeco srl si occuperà, operativamente, di testare percorsi industriali innovativi, mettendo in pratica presso la propria piattaforma Raee, protocolli certificati di smontaggio e recupero delle componenti efficienti degli elettromedicali conferiti. Zero Waste Italy agirà come facilitatore nella sensibilizzazione e nella creazione di una rete di collaborazione tra soggetti potenzialmente coinvolgibili (Ministero della Sanità, Assessorati regionali alla salute, Assobiomed, Associazione delle case costruttrici, Asl, ospedali).

Al Progetto MDRe ha aderito anche il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, coordinato dalla Prof.ssa Alessandra Bonoli. con il gruppo di ricerca di Ingegneria della Transizione ed Economia Circolare, le cui attività sono orientate alla costruzione di un mondo sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

 

 

Inquinamento dell’aria e mortalità Covid 19

HARVARD.EDU  (UNIVERSITA’ DI HARVAD) COVID-19 PM2.5
Esposizione all’inquinamento atmosferico e alla mortalità COVID-19 negli Stati Uniti (aggiornato il 5 aprile 2020). Scienziati del governo degli Stati Uniti stimano che COVID-19 potrebbe uccidere tra 100.000 e 240.000 americani.
Risultati: abbiamo scoperto che un aumento di solo 1 μg / m3 nel PM2.5 è associato ad un aumento del 15% del tasso di mortalità COVID-19
Conclusioni: un piccolo aumento dell’esposizione a lungo termine a PM2.5 porta a un grande aumento del tasso di mortalità COVID-19, con l’entità di un aumento di 20 volte rispetto a PM2,5 e la mortalità per tutte le cause. I risultati dello studio sottolineano l’importanza di continuare a far rispettare le vigenti normative sull’inquinamento atmosferico per proteggere la salute umana sia durante che dopo la crisi COVID-19.
https://projects.iq.harvard.edu/covid-pm
PDF da scaricare https://www.medrxiv.org/…/2020.04.05.20054502v1.full.pdf+ht…

ECONOMIA CIRCOLARE: Italia sempre prima

È quanto emerge dal “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, realizzato dal CEN-Circular Economy Network, la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da 14 aziende e associazioni di impresa, e da ENEA. Il Rapporto è stato presentato oggi in streaming dal presidente CEN Edo Ronchi e dal direttore del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali ENEA Roberto Morabito.
 
ci sono i rapporti in PDf da scaricare