Mi rifiuto di andare al mare

Sabato 16/06, di mattina, grazie alla appassionata partecipazione di Enzo Favoino, e ad alcune altre associazioni che hanno aderito, a Torrefaro (Messina) si svolgerà l’evento

Mi rifiuto di andare al mare: raccolta di plastiche e rifiuti dal Tirreno allo Ionio

E’ una campagna lanciata da Messina servizi Bene Comune per cercare di mantenere le spiagge pulite. Partendo da Mortelle (13 km da Messina) fino a Torrefaro, nell’incantevole scenario dello Stretto di Messina, Enzo Favoino, esperto di nuoto in acque gelide, nuoterà (accompagnato da barcaroli, canoisti ecc.) per circa tre chilometri.

Doppiato Capo Peloro, Enzo dovrà vedersela coi mostri dello stretto, Scilla e Cariddi, che certamente domerà. Perché i veri mostri del mare di oggi sono le plastiche ed altri rifiuti che alterano l’ecosistema marino e mettono a rischio pesci, tartarughe e uccelli.
Nel frattempo noi volontari cammineremo sulla spiaggia, e raccoglieremo plastiche e rifiuti separabili (la stima è 700 rifiuti ogni 100 metri) sia galleggianti che a terra. Con l’aiuto di sub cercheremo anche di liberare i fondali da copertoni ed altri scempi.
Chi lo volesse potrebbe accompagnare Enzo a nuoto, sapendo che doppiato capo Peloro potrebbero incontrarsi forti correnti contrarie e fredde (Scilla e Cariddi). L’orario della nuotata dipenderà da maree e correnti, è previsto intorno alle 10.30.
evento FB https://www.facebook.com/events/187754775395349/

 

 

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Paul Connett a Genova!

Evento di caratura internazionale che si terrà a Genova sabato 9 giugno 2018, dalle ore 9:30 alle ore 13:00, presso la Sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi, organizzato da MoVimento 5 Stelle Genova in collaborazione con Zero Waste Italy.

Interverremo in merito al piano industriale AMIU e alle buone pratiche di raccolta differenziata.

Link all’evento facebook, clicca qui >>

Ecco la locandina con i dettagli:

Occhio del riciclone sul riuso

Tra i rifiuti prodotti in Italia c’è un piccolo tesoro che non viene adeguatamente valorizzato. Si tratta dei beni durevoli, potenzialmente riutilizzabili, che potrebbero trovare nuova vita se esistesse il modo di reimmetterli in circolazione.
I beni durevoli riutilizzabili (considerando solo quelli in buono stato e facilmente collocabili sul mercato) presenti nel flusso dei rifiuti urbani superano 600.000 tonnellate annue, circa il 2% della produzione nazionale di rifiuti. Si tratta di mobili, elettrodomestici, libri, giocattoli e oggettistica che, in mancanza di un quadro normativo capace di favorire la strutturazione di vere e proprie filiere, quasi mai vengono riutilizzati: il danno ammonta a circa 60 milioni di euro l’anno relativo ai costi di smaltimento, senza considerare il valore degli oggetti di seconda mano.
Molte sono le iniziative che possono essere messe in campo. Ad esempio raccolte dedicate e centri di riuso adiacenti ai centri di raccolta, in grado di intercettare i beni durevoli riutilizzabili. Sono necessari impianti di “preparazione per il riutilizzo” che funzionino su scala industriale: attraverso un’autorizzazione al trattamento, un impianto può ricevere rifiuti provenienti da centri di raccolta comunali, servizi di sgombero locali e da raccolte domiciliari di ingombranti e reimmetterli in circolazione dopo igienizzazione, controllo ed eventuale riparazione. La fattibilità è stata dimostrata in provincia di Vicenza dal progetto europeo PRISCA, che ha implementato un impianto capace di avviare a riutilizzo circa 400 tonn. l’anno di ingombranti.
Questa possibilità di strutturare la filiera è però inibita dalla mancanza dei Decreti Ministeriali sulle procedure semplificate. “In Italia – spiega Pietro Luppi, Direttore del Centro di Ricerca Occhio del Riciclone – già da alcuni anni si parla di integrare il settore del riutilizzo alle politiche ambientali, e i tempi sembrano essere maturi. Bisogna però insistere su professionalizzazione e pianificazione, il riutilizzo è un’enorme opportunità per generare sviluppo locale e risultati ambientali”.
L’INIZIATIVA PRIVATA E QUELLA PUBBLICA
Nel nostro Paese i negozi dell’usato conto terzi e il commercio ambulante si confermano leader nella vendita dell’usato. Si contano circa 2.000-3.000 negozi, soprattutto al Nord e al Centro, un negozio ogni 31.000 abitanti, mentre al Sud uno ogni 87.000. I mercatini che ospitano commercianti ambulanti sono 550, senza contare quelli informali o abusivi. Il totale degli operatori ambulanti dell’usato è difficile da calcolare ma si presume tra 50.000 e 80.000.
L’iniziativa privata trova oggi grande diffusione nonostante siano scarse le sinergie con gli Enti Locali. 9 Regioni – Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo e Campania – hanno incluso nella loro pianificazione l’avvio di Centri di Riuso, ma tali esperienze non sono mai decollate. Eppure non mancano gli esempi positivi, come il progetto “Cambia il finale” di Hera (la multiutility in Emilia-Romagna) che è riuscita a riutilizzare 530 tonnellate di beni durevoli in un anno in un bacino di circa 2 milioni di abitanti, coinvolgendo 25 Onlus e un centinaio di soggetti svantaggiati. “Le aziende di igiene urbana – sottolinea Filippo Brandolini, vicepresidente Utilitalia – svolgono un ruolo cruciale nella transizione verso un’economia circolare. Se non si limitano a gestire i rifiuti conferiti dai cittadini ma diventano promotrici di iniziative innovative, alimentano filiere ad alto valore aggiunto (umano, ambientale, economico e sociale).
IL CASO DEGLI ABITI USATI
Nel nostro Paese, le filiere di indumenti usati sono le più articolate e strutturate: nel 2016 sono state raccolte 133.300 tonnellate di rifiuti tessili, il 65% è stato riutilizzato (il rimanente 35% è stato avviato a riciclo, recupero o smaltimento). Ma il potenziale di riutilizzo della frazione tessile è molto più elevato: il risultato potrebbe raddoppiare superando i 5 kg di raccolta ad abitante. “Chi dona abiti usati consegnandoli nei contenitori stradali – evidenzia Alessandro Strada di Humana People to People Italia – lo fa con intenzioni solidali nell’84% dei casi, e ciò dimostra come il cittadino chieda che le considerazioni di carattere sociale trovino spazio all’interno degli affidamenti del servizio di raccolta della frazione tessile”.
Non mancano le criticità, dai reati ambientali all’infiltrazione mafiosa: gli operatori sani hanno sollevato il problema chiedendo strumenti di controllo più rigorosi e criteri di affidamento del servizio più attenti al funzionamento delle filiere. Utilitalia, Rete ONU e centro Nuovo Modello di Sviluppo hanno aperto un Tavolo di confronto con il settore per individuare linee guida finalizzate a prevenire tali criticità.

Osservazioni del GCR Liguria alla VAS regionale sui Piani Provinciali per i rifiuti

Trovate QUI sul nostro blog le nostre osservazioni relativi ai Piani Provinciali in materia di gestione dei rifiuti espresse durante la procedura di Valutazione Ambientale Strategia a cura della Regione Liguria.

Quanti pianeti per i nostri consumi?

recupero materia

“Il nostro programma di lavoro che suggerisco nel contratto da offrire agli italiani: una legge verso #RifiutiZero. Viva il nostro Pianeta”.

Rossano Ercolini @zerowasteitaly al #sum2 di Ivrea.
L’intervento.

La strada giusta per sfalci e potature

potatura-pesco_O1[1]

Grazie al M5S l’Italia restituisce al compostaggio gli sfalci e le potature
https://www.dariotamburrano.it/sfalci-potature-eu-pilot-2017-9180-envi/

la direttiva europea sui rifiuti prescrive che sfalci e potature vadano al compostaggio, mentre con il cosiddetto “collegato agricoltura” del 2016 era diventato possibile bruciarli come biomassa a fini energetici, per produrre elettricità.

E noi sappiamo quanto il recupero di materia sia superiore al recupero di energia, da molti punti di vista: economico, ambientale, sanitario.

Bonifica amianto – Ubik 7 aprile

 

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

SALUTE <– stile di vita (alimentazione sana, vita non sedentaria, …)
<– AMBIENTE
pericolo = INQUINAMENTO = sostanze CHIMICHE nell’ARIA, nell’ACQUA, nella TERRA <– alcune INDUSTRIE
meno sostanze chimiche –> meno MALATTIE

DIFESA? capacità collettiva di essere cittadini reattivi
Pretendiamo di abitare e lavorare in un ambiente sano, perché
“… la vita sta prima della logica del profitto; al di sopra degli affari e del mercato sta la dignità dell’essere umano …” comunicato stampa diocesi Savona Noli 24-7-15

Sabato 7 aprile 2018 ore 18
UBIK – SAVONA
ROSY BATTAGLIA presenta il documentario-inchiesta
“La RIVINCITA di CASALE MONFERRATO”
prodotto da Associazione Cittadini Reattivi

promuovono: GIT Banca Etica SV-IM, Coord. ligure GCR, Uniti per la Salute,                    Rete savonese NO carbone, Comitato savonese acqua bene comune, Forum bld,              Consulta Volontariato Finale