Dossier su rifiuti in Italia

Inchiesta “Il bel paese tra gestioni virtuose e fallimentari; storie e numeri degli impatti economici, ambientali e sanitari di ciò che scartiamo” molto interessante, pubblicata da Wired su dati ISPRA.

Indice: 1 scenario, 2 costi, 3 conseguenze, 4 eco-reati, 5 che fare?, 6 le storie

https://www.wired.it/partner/rifiuti-italia/phone/index.html

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Minimizzare ricorso a incenerimento

E’ uscita la traduzione italiana della Comunicazione sul recupero di energia dai rifiuti di gennaio 2017 della Commissione Europea: il ruolo dell’incenerimento viene molto ridimensionato

http://www.ecodallecitta.it/notizie/386926/rifiuti-dalleuropa-segnali-chiari-sulla-necessita-di-minimizzare-il-ricorso-allincenerimento-la-comunicazione-della-ce-sul-waste-to-energy/

Scarti organici delle cucine: dove finiscono?

 

Una qualificata delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti ha visitato a luglio il bio-digestore di Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense (nel 2016 ne ha trattate 17.280) e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) ed ora è stato chiesto il raddoppio.
L’organico conferito, dopo setacciatura per eliminare plastiche, inerti e metalli e mescolato con acqua, è avviato al serbatoio cilindrico (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, i batteri in assenza di ossigeno demoliscono le molecole organiche producendo biogas (metano e anidride carbonica) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).
Il biogas è ora usato come combustibile in un generatore di energia elettrica e calore e i fumi di combustione, prima dell’immissione in atmosfera, sottoposti a trattamenti per ridurre le emissioni inquinanti.
Positivo il nostro giudizio sulla modifica in attesa di VIA di raffinare il biogas in bio-metano da immettere in rete in sostituzione di metano fossile: il recupero di materia (gas metano), che evita importazioni o estrazione con dannose perforazioni o fracking, è meglio del recupero di energia elettrica che provoca inquinamento anche se rispetta i limiti.
Bene anche la scelta di produrre compost, che abbiamo ritirato per sperimentarlo: il digestato, dopo riduzione della percentuale d’acqua in cui è disciolto, è mescolato alla frazione verde triturata, e avviato al compostaggio a 60° in presenza di aria per 25 giorni: i batteri aerobi (respirano ossigeno) lo trasformano in compost, poi trasferito in un locale chiuso per la maturazione. Infine, il compost (ottimo ammendante agricolo, 7000 t finora) è setacciato e insaccato per la commercializzazione, iniziata da alcuni mesi.
Tutte le attività, dallo scaricamento dei camion che conferiscono l’umido in poi, avvengono all’interno di un edificio, dove l’aria carica di odori, è aspirata e convogliata a 3 grandi bio-filtri esterni di corteccia d’albero, dove le sostanze odorigene sono “mangiate” da microbi che ne riducono la concentrazione. E’ probabile che occorra ancora migliorare la prestazione dei bio-filtri.
Da quanto riscontrato dai colloqui coi tecnici, un grosso problema da risolvere è l’elevata presenza di scarti nel materiale in arrivo, pari al 23% in peso. Lo scarto è costituito da materiali non biodegradabili, fra cui sono presenti troppi sacchetti di plastica che causano diversi inconvenienti nella gestione dell’impianto.
Questo problema va risolto a monte. Il nostro parere, come GCR, è che la raccolta della frazione organica umida nel savonese non avviene ancora ovunque con metodi appropriati: solo con la raccolta domiciliare (Porta a Porta) si riesce a responsabilizzare i cittadini e quindi a migliorare i conferimenti. Pertanto, in tutti i Comuni occorre abbandonare rapidamente l’uso dei cassonetti stradali per migliorare drasticamente la qualità dell’organico separato e ridurre al 2% gli scarti, come in media nelle raccolte “porta a porta” in Italia.
L’uso improprio di sacchetti di polietilene (plastica non biodegradabile ancora in circolazione) è deleterio. Nella plastica l’organico non traspira, mentre nella carta o nel materbi compostabili l’acqua evapora: quindi minori disagi durante lo stoccaggio domestico e nei punti di raccolta e anche minori costi di conferimento (si paga in base al peso del carico in arrivo), e di trattamento (meno odori molesti).
Per una valutazione più documentata, GCR, ha richiesto a Ferrania altri dati non ancora pervenuti: produzione annua biogas e risultati analisi: fumi, aria dei bio-filtri, compost, materiali in arrivo. Inoltre le quantità di frazioni organiche e verdi conferite dalle varie aziende di raccolta e dai vari comuni.
Con una adeguata documentazione sarà possibile un lavoro congiunto per favorire una buona gestione nel savonese della frazione organica, finora del tutto assente.

Riciclo plastiche eterogenee

L’attuale eccesso di raccolta differenziata di plastica, rispetto alle possibilità di assorbimento delle aziende di riciclo, non va risolto con l’incenerimento del plasmix (plastiche eterogenee), ma con nuovi metodi di lavorazione esistenti e già praticati. 

Infatti il recupero di materia è sempre superiore al recupero di energia

Leggete questa interessante intervista

http://ecodallecitta.it/notizie/387931/riciclo-delle-plastiche-eterogenee-tra-difficolt195160-e-prospettive-intervista-a-rossano-ercolini/

Il primo Bio-digestore in Liguria

Il 5 luglio 2017 una delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti si è recata in visita al bio-digestore della Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) del savonese. La superficie totale è 20.000 metri quadrati (2 ettari). E’ stato chiesto il raddoppio a 60.000 t/a. Occupa 10 persone, la manutenzione è esterna. Il costo di conferimento a carico dei Comuni è 85 € a tonnellata, in linea con i costi in impianti simili.
La frazione organica conferita all’impianto, dopo un trattamento di setacciatura con una serie di macchine per eliminare plastiche, inerti e metalli, è mescolata e, con aggiunta di acqua (sistema ad umido), è avviata al serbatoio di 6.000 metri cubi (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, con un continuo mescolamento e riscaldamento della massa, una popolazione di batteri inoculata, in assenza di ossigeno, demolisce le molecole organiche producendo biogas (composto da metano e anidride carbonica, con tracce di composti organici solforati) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).

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Si possono evitare privatizzazioni di servizi pubblici?

I due canditati sindaco di Genova al ballottaggio ci incontrano come Coordinamento ligure GCR e Comitato genovese Acqua Bene Comune per parlare di gestione rifiuti, partecipate e partecipazione:
Crivello: martedi 20 giugno ore 14 presso il suo infopoint in via Caffaro
Bucci: venerdi 23 ore 8,30 presso il suo infopoint in piazza Piccapietra.
Chi vuole partecipare è libero di farlo.

(Immagine prelevata dal sito genova24.it)

Incontro coi candidati Sindaco a Genova

Sabato 27 maggio al Palazzo Ducale di Genova si è svolto l’incontro pubblico organizzato dal coordinamento ligure GCR coi candidati Sindaco alle prossime elezioni dell’11 giugno al comune di Genova.

I 7 candidati erano stati invitati per esprimersi sulla traccia di programma indicata dal coordinamento GCR. Qui un ampio resoconto con video degli interventi.

http://www.fivedabliu.it/2017/05/31/rifiuti-zero-le-proposte-del-gcr-ai-candidati-sindaco/