Il primo Bio-digestore in Liguria

Il 5 luglio 2017 una delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti si è recata in visita al bio-digestore della Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) del savonese. La superficie totale è 20.000 metri quadrati (2 ettari). E’ stato chiesto il raddoppio a 60.000 t/a. Occupa 10 persone, la manutenzione è esterna. Il costo di conferimento a carico dei Comuni è 85 € a tonnellata, in linea con i costi in impianti simili.
La frazione organica conferita all’impianto, dopo un trattamento di setacciatura con una serie di macchine per eliminare plastiche, inerti e metalli, è mescolata e, con aggiunta di acqua (sistema ad umido), è avviata al serbatoio di 6.000 metri cubi (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, con un continuo mescolamento e riscaldamento della massa, una popolazione di batteri inoculata, in assenza di ossigeno, demolisce le molecole organiche producendo biogas (composto da metano e anidride carbonica, con tracce di composti organici solforati) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).

Continua a leggere

Si possono evitare privatizzazioni di servizi pubblici?

I due canditati sindaco di Genova al ballottaggio ci incontrano come Coordinamento ligure GCR e Comitato genovese Acqua Bene Comune per parlare di gestione rifiuti, partecipate e partecipazione:
Crivello: martedi 20 giugno ore 14 presso il suo infopoint in via Caffaro
Bucci: venerdi 23 ore 8,30 presso il suo infopoint in piazza Piccapietra.
Chi vuole partecipare è libero di farlo.

(Immagine prelevata dal sito genova24.it)

Incontro coi candidati Sindaco a Genova

Sabato 27 maggio al Palazzo Ducale di Genova si è svolto l’incontro pubblico organizzato dal coordinamento ligure GCR coi candidati Sindaco alle prossime elezioni dell’11 giugno al comune di Genova.

I 7 candidati erano stati invitati per esprimersi sulla traccia di programma indicata dal coordinamento GCR. Qui un ampio resoconto con video degli interventi.

http://www.fivedabliu.it/2017/05/31/rifiuti-zero-le-proposte-del-gcr-ai-candidati-sindaco/

Quale programma per gestione rifiuti a Genova?

 

Traccia di programma che proponiamo a tutte le liste candidate per le elezioni al comune di Genova

 

Il programma si basa sulla strategia “rifiuti zero”, che ha come obiettivo una economia circolare, e prevede l’impegno nella realizzazione del Piano Metropolitano congruente a questi principi (non si accettano modifiche a tale piano di una RD sotto il livello minimo di legge 65% o produzione di CSS).

 

            1.      perseguire la riduzione dei rifiuti alla fonte, quindi dare ampio respiro a tutte le iniziative:      compostaggio domestico e di comunità, sconti ad esercenti per vendere prodotti sfusi (detergenti, cereali, vino, bevande…), consumo di acqua del rubinetto e uso di stoviglie biodegradabili nelle mense e nelle sagre, …

 

2.      facilitare il riuso e la diffusione di esperienze già esistenti di intercettazione e riparazione o smontaggio di ingombranti, attrezzature, elettrodomestici e RAEE, che riducono ulteriormente la produzione di rifiuti, educando i cittadini a sottrarsi all’usa e getta e creando posti di lavoro

 

 3.      puntare su raccolta differenziata spinta degli scarti post consumo, finalizzata al recupero di materia seconda per il riciclo, con metodi il più possibile condivisi con i cittadini e i lavoratori AMIU, porta a porta ovunque possibile e introduzione tariffa puntuale per incentivare riduzione del RUR dei cittadini virtuosi

Continua a leggere

L’UNIONE FA LA FORZA

Sabato 22 aprile MANIFESTAZIONE E CONFERENZA STAMPA

a Palazzo Tursi – GENOVA

http://www.fivedabliu.it/2017/04/24/lunione-fa-la-forza/

 

 

PER UNA GESTIONE VIRTUOSA PUBBLICA DI AMIU e quindi

 

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI AMIU e ACAM, quindi

 

CONTRO LA TERZA DELIBERA DI AGGREGAZIONE CON IREN

 

Coordinamento ligure Gestione corretta rifiuti

 

Comitato genovese Acqua Bene Comune

 

Coordinamento ligure Acqua Pubblica

 

Comitato spezia Acqua Bene Comune

 

ULA Unione lavoratori AMIU

 

ORSA e CUB trasporti di AMT

 

Rifiuti Zero Piemonte

 

Comitato provinciale Acqua pubblica Torino

 

Forum nazionale movimenti per l’Acqua

 

Zero Waste Italy

 

Gli occhiali di Doria per capire AMIU e Genova

 

IL MATRIMONIO AMIU-IREN: un mare di falsità dalla Giunta Doria

Comunicato stampa 22-4-17 

 

1) La chiusura di Scarpino ha provocato un extra-costo di 28 milioni €/a per trasporto e smaltimento fuori regione: FALSO

 

28 milioni di euro è l’attuale costo di smaltimento fuori regione, pari a 140 € per ognuna delle 200.000 tonnellate trattate, a fronte di un costo medio di 60 €/t del “normale” conferimento a Scarpino prima della chiusura. Pertanto il costo aggiuntivo è 16 milioni di euro/anno, circa il 10% della attuale TARI. Tale costo graverà sulla TARI per almeno 4 anni, necessari per autorizzazioni e realizzazione degli impianti previsti dal Piano Metropolitano

 

 

 

2) I costi per la bonifica di Scarpino e per conferire organico in impianti di compostaggio fuori regione dovranno gravare sulla TARI: FALSO

 

La chiusura di Scarpino (discarica per 200.000 t/a di rifiuti indifferenziati) e dell’impianto di compost in Val Varenna (9.000 t/a di organico) fu causata da gravi eventi meteorologici. Il Comune avrebbe dovuto chiedere un risarcimento danni, da usare per contenere il percolato di Scarpino e per trasferire in altro sito più sicuro l’impianto di compostaggio, che avrebbe potuto trattare tutto l’organico raccolto nei quartieri genovesi (120.000 abitanti) con raccolta porta a porta. I costi devono essere ripagati da fiscalità nazionale

 

 

 

3) Solo la realizzazione dei nuovi impianti di trattamento ridurrà gli extra-costi: FALSO

 

Gli extra-costi si possono ridurre in modo significativo e più rapidamente con politiche di 

 

incentivi per diminuire alla fonte la produzione di rifiuti (che azzerano i costi di trasporto e smaltimento) e con i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali differenziati, in media 39€/t (dati AMIU).

 

In emergenza discarica si doveva subito dare priorità a queste scelte con una politica di incentivi simile a quella già adottata per promuovere il compostaggio domestico: sconti sulla TARI a fronte di autocertificazioni di pratiche documentabili (recupero di alimenti in scadenza, uso di pannolini lavabili, abolizione stoviglie “usa e getta”, offerta di acqua del rubinetto e bevande alla spina nella ristorazione…).

 

Una riduzione del 10% dei rifiuti ci farebbe risparmiare 3 milioni €/a.

 

Un raddoppio dell’attuale raccolta differenziata (da 33% al 66%) darebbe ricavi di circa 8 milioni €/a. L’effetto combinato (11 milioni) coprirebbe in gran parte gli extra-costi.

 

 

 

4) La raccolta differenziata non può superare il 57% nelle città (Milano 54%, Brescia 57%, Torino 43%): FALSO

 

Con il metodo Porta a Porta, adottato in 2 quartieri genovesi (Quarto Alto, Colle degli Ometti, circa 2.000 famiglie) la RD ha raggiunto rapidamente l’84%. E altre 60.000 famiglie sono in attesa del porta a porta, in base al progetto CONAI, bloccato quando IREN è entrata in pista.

 

Le città citate con RD inferiori al 65%, sono quelle dotate di inceneritori, la cui alimentazione disincentiva politiche di riduzione e RD spinta. Nelle città dove si è scelto il Porta a Porta (Trento, Treviso, Perugia, Olbia) si è sempre superato il 65%. Significativo l’80% a Parma nonostante inceneritore, grazie a virtuosa volontà politica della Giunta.

 

       

 

5) Il contratto di servizio con AMIU scade nel 2020 e senza IREN si deve andare a gara:

 

FALSO: il Consiglio di Stato chiarisce con sentenza che i Comuni sono liberi di conferire il servizio in house senza gara. Scelta fatta a Forli, dove 15 comuni sui 30 della provincia, hanno deciso di non rinnovare il contratto di servizio a Hera, una delle 4 maggiori multi-utility, e di gestire i rifiuti in house. 

 

Il Comune di Genova può deliberare di rinnovare il contratto con AMIU per almeno12 anni.

 

In questo modo AMIU può accedere a finanziamenti per realizzare gli impianti e, con i ricavi derivanti dalla vendita di biometano, compost, metalli, carta e cartone, polimeri potrà estinguere il debito.

 

 

 

 

 

 

 

 

AMIU NON E’ DISONORATA, non serve matrimonio con IREN

 

Così sosteniamo, perché, insieme ad altre realtà, siamo contrari all’ingresso di IREN nella gestione dei rifiuti a Genova. Non condividiamo le nere previsioni di vari giornali dopo la bocciatura in consiglio della aggregazione il 7-2-17 ed il ritiro della nuova proposta di giunta il 31-3-17, che riteniamo invece un possibile punto di ripartenza. Siamo indifferenti, anzi dispiaciuti dei vari giochi di potere, noi continuiamo a pensare che si deve agire in base ad una logica trasparente ed a valori in cui si crede.

 

Noi crediamo nella strategia verso rifiuti zero, già realizzata con traguardi importanti in varie città in Italia e in Europa; sappiamo poi che Amiu è un’azienda sana, nonostante enormi errori in passato e ripetuti tentativi di affossamento, che da tempo ha bisogno di dotarsi di impianti per realizzare il proprio piano industriale 2014 all’interno del Piano metropolitano dei rifiuti.

 

Gli scarti dei genovesi (carta e cartone, plastica, organico, apparecchi elettrici e cellulari, …) hanno un elevato valore commerciale se vengono raccolti separatamente e poi riciclati.

 

Inoltre il primo e più urgente interesse dei genovesi è ridurre alla fonte la produzione di scarti con scelte intelligenti del Comune: ma l’interesse di Iren, di continuare ad avere molti rifiuti irrecuperabili per i propri “termovalorizzatori” a Torino e Parma, è in grave contrasto con l’obiettivo di economia circolare indicato dalla Commissione europea.

 

Quindi non sarebbe saggio regalare la nostra ricchezza a chi, come IREN, sa solo fare, come spa multi-utility, facili affari, anche contro i comuni suoi azionisti: recupera energia dai rifiuti con spese a carico di famiglie ed aziende, distribuisce utili scandalosamente elevati, trascura manutenzione reti idriche, accumula debiti. Una azienda si può considerare pubblica quando agisce nell’interesse del territorio e dei cittadini, non quando il suo capitale è posseduto in parte da Comuni che incassano dividendi.

 

La crisi di AMIU non nasce oggi, ma da mancate scelte del passato.

 

E oggi ci sono alternative all’ingresso di Iren; nello stesso piano industriale AMIU 2014 si indicavano altre strade: reperimento per la messa in sicurezza di Scarpino di altre fonti di finanziamento quali i fondi europei, come scritto nell’accordo sindacale del 29-7-16, o fondi ministeriali o ancora Cassa Depositi e Prestiti, per evitare di addebitare nella TARI i costi di una bonifica. Questa strada non è stata poi seguita, neppure in seguito a ripetute richieste in consiglio comunale di analisi di alternative finanziarie, come non è mai stata chiesta l’emergenza ambientale e idrogeologica per risanare Scarpino. Forse per giustificare l’aggregazione con IREN?

 

Se poi, visti i costi di messa in sicurezza di Scarpino, le banche non concedono ulteriori crediti ad AMIU per i nuovi impianti (circa 70 milioni € secondo il piano metropolitano, che comunque Iren non avrebbe finanziato), allora perchè escludere un’altra strada: fare 3 bandi riservati a società di impiantistica industriale per la realizzazione di singoli impianti di: 1) selezione e recupero materia seconda 2) bio-digestione con recupero metano e successivo compostaggio 3) compostaggio? Si chiede di costruire gli impianti con recupero dell’investimento in 15 anni, con eventuale condizione di assumere manodopera e tecnici AMIU. Gli impianti producono utili, non sono solo un costo!

 

Per questo abbiamo proposto al Consiglio Comunale la sospensione della delibera e l’istituzione di un tavolo tecnico per elaborare un progetto condiviso. Ora cercheremo insieme a lavoratori AMIU, cittadini e gruppi di difesa ambientale contrari all’ipotesi di privatizzazione, di costruire un’alternativa possibile: sappiamo che vincere è più impegnativo che perdere.

 

 Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti