Esperienze: il porta a porta fa diminuire i rifiuti e fa risparmiare

Da Il Fatto Quotidiano > PAGINA 17 | di Domenico Finiguerra | 10 novembre 2014

Riciclare il 91 per cento e far risparmiare la gente

I rifiuti? Non esistono! È il titolo del nuovo libro di Marco Boschini e Ezio Orzes. E non si tratta certo di due pazzi visionari, perché Boschini e Orzes sono due assessori all’ambiente (Colorno il primo, Ponte nelle Alpi il secondo) che da anni praticano e diffondono concretamente le migliori esperienze sostenibili; raggiungendo risultati eccezionali e “contaminando” attraverso l’Associazione dei Comuni Virtuosi centinaia di altri amministratori in tutta Italia.
CON UN LINGUAGGIO SEMPLICE e divulgativo l’infralibro edito da EMI ci illustra sostanzialmente due cose: la prima apparentemente ovvia, la seconda decisamente no.
1. Più si ricicla, meno si producono rifiuti, meno si paga.
2. Funziona tutto meglio se a gestire il servizio è un ente pubblico.
Incredibile! Ma qual è il segreto? Boschini e Orzes hanno una convinzione, suffragata da dati precisi: se si ricicla, i rifiuti diminuiscono di numero e volume, anzi diventano strumento per altro, ovvero possono produrre lavoro e ricchezza. I due autori dimostrano che funziona meglio una tassa comunale che non prenda in considerazione i metri quadrati di una casa o di un ufficio, bensì la capacità dei cittadini di produrre rifiuti differenziati. Lo dicono i numeri reali: il rifiuto indifferenziato (il « secco ») scende da 320 chilogrammi procapite a 40 chilogrammi, e la differenziata sale dal 27 all’ 84 per cento! E ovviamente le famiglie sarebbero le prime a trarne un grande beneficio: prendendo l’esempio trevigiano del consorzio Priula, a fronte di 240 euro di tassa su scala nazionale, con la differenziata « spinta » le famiglie pagano 160 euro. Un terzo in meno!
Ma la cosa davvero stupefacente, in questi giorni in cui emergono immondizia e rifiuti tossici dal sottosuolo, è che « le migliori esperienze europee nei servizi di raccolta differenziata sono italiane, gestite da società e consorzi pubblici ». Le società pubbliche hanno una raccolta differenziata del 73, 5 per cento a fronte della media nazionale del 35. L’emblema di questa buona gestione pubblica è proprio Ponte nelle Alpi, passato dal 23 all’ 80 per cento di differenziata in un solo mese, fino ad arrivare al 91, 5 per cento di oggi: i cittadini producono solo 30 chili di rifiuto secco, contro i 350 della media nazionale. Il risparmio economico? Ben 430 mila euro all’anno, investiti in lavoro, occupazione e servizi.
Un miracolo? No, semplici amministratori devoti al territorio e alla cosa pubblica e cittadini consapevoli, informati e parsimoniosi.

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