Comunicato stampa GCR su art 35 “Sblocca Italia”

COMUNICATO COORDINAMENTO LIGURE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI
Il Dlgs, emanato in questi giorni, per attuare l’art 35 legge “SBLOCCA ITALIA”, che prevede 12 nuovi inceneritori (1 in Liguria), valuta le “necessità di ulteriore capacità di incenerimento”. Quindi presenta gravi distorsioni della realtà:
• Presuppone che il rifiuto urbano residuo (RUR) debba comunque subire un trattamento termico (incenerimento e combustioni affini). Non c’è NIENTE che attesti un tale obbligo nelle Direttive UE, citate a sproposito, come se una tale strategia scellerata fosse imposta dall’Unione Europea.
Gli inceneritori sono infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni; deprimono quindi la raccolta differenziata e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento; il tutto a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità, prodotta con incentivi statali. L’errore di costruire inceneritori è stato fatto negli anni ’90 in Nord Europa (comunque senza introdurre incentivi); da anni se ne sono accorti e ne hanno deciso la chiusura programmata.

• Ignora l’esistenza di scenari operativi alternativi, come impianti a freddo con recupero di materia, “Fabbriche dei Materiali”, praticabili e praticati, che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Italia, in quanto costano molto meno (da un quinto ad un decimo), si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano e quindi non provocano danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla; questi impianti separatori di materia chiudono il ciclo in modo sostenibile, a valle di una raccolta porta a porta con tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti e non ai metri quadri dell’abitazione).

• Non prende in considerazione l’incremento di riciclo attualmente in discussione a livello UE, sulla “Economia Circolare”: aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all’attuale 50%), che presuppone elevate percentuali di RD, compreso l’organico, di ottima qualità; questo comporterebbe in Liguria circa 200 mila posti di lavoro in più.

Nessuno Ministro, in nessun Paese UE, era mai arrivato ad individuare un obbligo di incenerimento. Galletti, Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, mal consigliato, trasforma impianti di smaltimento costosi e dannosi per la salute, in infrastrutture strategiche per la Difesa dell’Ambiente, con decisioni avocate al Governo statale e sottratte in modo illegittimo alla competenza delle Regioni.

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