Referendum 17 aprile

Scienziato Preoccupato


L’Ecoistituto RE-GE il 17 aprile vota SI

Il comitato scientifico dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova invita a votare SI al Referendum del 17 aprile 

Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati a dare il proprio parere sul decreto “Sblocca Italia” che incentiva ricerca e sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio sul territorio nazionale, dichiarando le trivellazioni come “attività di interesse strategico e di pubblica utilità urgente ed indifferibile” e scavalcando le competenze in materia delle Regioni.
Per questo motivo, nove regioni hanno chiesto l’abrogazione di sei articoli del decreto; solo un articolo è stato ritenuto ammissibile.
L’abrogazione del comma 17 dell’art 6 dlgs 152/2006 bloccherebbe l’attività estrattiva delle piattaforme attualmente operative entro le 12 miglia dalla costa, alla scadenza delle attuali concessioni.

L’ECO istituto RE-GE, insieme ad altri soggetti contrari a nuove trivellazioni, ritiene che la partecipazione al voto referendario, con il superamento del quorum, avrebbe un importante valore politico, di chiara contrarietà del “popolo sovrano” alle scelte energetiche del governo, tutt’altro che strategiche e niente affatto di pubblica utilità, come le dimissioni del ministro Guidi hanno evidenziato.

L’ECOistituto RE-GE ritiene che il maggior pericolo del decreto a favore di nuove trivellazioni sia quello di far perdere al Paese altri anni preziosi per attuare il drastico cambiamento dell’attuale modello di crescita dei consumi, cambiamento richiesto dall’esaurimento di risorse non rinnovabili e dagli incombenti cambiamenti climatici.

L’ informazioni che manca agli Italiani è che le riserve nazionali di gas e petrolio sono scarse e niente affatto strategiche. I nostri giacimenti di gas, a partire dal 1994 hanno superato il picco della massima produzione e si stanno avviando all’esaurimento.

Inoltre, in base a stime ufficiali sulle riserve nazionali accertate, probabili e possibili, tutto il gas e petrolio recuperabile a fini energetici che potrebbe essere presente nel territorio nazionale coprirebbe a malapena due anni di consumi nazionali.

La quantità complessivamente recuperabile di gas e petrolio dai giacimenti italiani, confrontati con i rispettivi consumi nazionali del 2014

Un sicuro effetto negativo del decreto “Sblocca Italia” è una significativa emissione in atmosfera di gas clima alteranti (9,2 milioni di tonnellate all’anno), sia durante la fase di estrazione che di consumo .
L’aumento del numero di pozzi in funzione e la durata del loro sfruttamento inevitabilmente aumenterà la probabilità di incidenti con emissioni di greggio e gas nell’ambiente.

Le scelte veramente strategiche per il paese, quelle che l’ECO istituto RE-GE appoggia e che la vittoria del SI renderebbe possibile sono:
– incentivazione dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati
disincentivazione al trasporto di persone e merci su gomma e con motori a combustione interna
rilancio del trasporto pubblico prevalentemente su ferro (tram, treno)
– una energica politica a favore delle fonti rinnovabili a partire dal biometano da immettere in rete, prodotto con trattamenti biologici degli scarti biodegradabili che stime ENEA valutano pari al 50% dell’attuale produzione nazionale di gas fossile.
– una nuova economia basata sul riciclo dei materiali correttamente differenziati.
– un piano nazionale per ampliare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici pubblici e privati, la loro interconnessione e la possibilità di scambio di elettricità tra auto-produttori e utenti.

Tutte queste scelte permetterebbero di avviarci verso l’ ineludibile scelta di abbandono delle fonti fossili e avvio di una nuova era, basata sulle diverse forme di energia rinnovabile che il Sole ci garantirà nei millenni a venire.

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