Archive for gennaio 2017

Osservazioni alla delibera di Giunta del Comune di Genova su aggregazione AMIU-IREN

Trovate QUI le osservazioni che abbiamo esposto durante l’audizione presso le 5a e 6a Commissione del Comune di Genova durante la seduta di Venerdì 13.

Trovate QUI l’audio della seduta e QUI la delibera di Giunta.

Convegno GCR a Palazzo Tursi Genova

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ATTENZIONE A GENOVA ALLA MELA AVVELENATA!

L’aggregazione di IREN e AMIU, proposta a dicembre dalla giunta comunale di Genova, pone un problema di democrazia. Infatti il peso di una multiservizi finanziaria come IREN è tale per cui potrà decidere in base ai propri interessi, anche in contrasto, non solo con le scelte dei cittadini, ma anche del sindaco di una grande città: si genera un monopolio di fatto che condizionerà tutte le scelte per almeno 20 anni.

Per un servizio pubblico è sempre meglio una gestione pubblica rispetto a quella privata, che per sua natura intende produrre profitti.

Nel bando del Comune di Genova di agosto 2016

  • la ricerca di un partner da affiancare ad AMIU era per realizzare il piano industriale AMIU 2014- 2020, approvato dal Consiglio Comunale. La proposta di “piano industriale ottimizzato” stravolge tale piano, quindi non è congruente col bando.
  • i costi di messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2 dovevano essere ammortizzati in 30 anni per non incidere eccessivamente sulla TARI. IREN ha proposto invece 10 anni in modo da contare su un significativo aumento della tariffa rifiuti, che si somma agli extra-costi per lo smaltimento fuori regione.
  • la conservazione degli attuali occupati a tempo indeterminato era garantita, ma con la proposta le funzioni di staff vengono centralizzate, concentrate a Piacenza: quindi a Genova resteranno soltanto le basse qualifiche.
  • era prevista la costruzione di nuovi impianti, mentre la proposta si limita all’impianto di selezione della raccolta congiunta; riteniamo che questa scelta ostacoli il cammino verso l’autosufficienza nella gestione integrata dei rifiuti; non avremo neppure un recupero occupazionale di personale specializzato, certo modesto, ma comunque utile in una città con gravi problemi (ad es. i lavoratori ex Ilva potevano essere reimpiegati negli impianti di trattamento dell’organico).
  • la governance della nuova società proposta sottrae poteri del Presidente di nomina Comunale, concentrandoli in capo all’amministratore delegato di nomina IREN.

Il nuovo piano industriale “ottimizzato” (per Iren) prevede una Raccolta Differenziata al 45% da attuarsi con tre “bidoni”: organico, vetro, tutto il resto (raccolta congiunta). E’ solo nell’interesse di IREN, che ha bisogno di alimentare i suoi inceneritori a Torino e a Parma semivuoti a causa dei locali progressi della RD, ma totalmente indifferente alle scelte nazionali e a quelle operate dal territorio: si scontra con la legge che impone il raggiungimento del 65%, col Piano Regionale del 2015, col Piano della Città Metropolitana adottato. Non è razionale quindi da parte del comune accettare tale proposta “indecente”, che ci riporterebbe al medioevo. Non si capisce quale vantaggio abbia convinto la Giunta ad accettare la proposta di Iren e perché il Consiglio Comunale debba ratificare una proposta che danneggia lavoratori di Amiu e cittadini.

Se dobbiamo giudicare IREN dai fatti, i genovesi sanno che negli anni in cui ha gestito il sistema idrico integrato le tariffe dell’acqua sono aumentate del 5% ogni anno oltre all’inflazione, il servizio non è migliorato, le condutture dell’acqua scoppiano allagando la città per la mancanza di manutenzione, gli utili di IREN crescono fino al 23% del fatturato.

Tutte queste motivazioni sono state esposte dai portavoce del Coordinamento ligure gestione corretta rifiuti (che comprende anche appartenenti a WWF, Legambiente, Italia Nostra, Zero Waste Italy, …) nell’audizione di venerdì mattina 13 gennaio alle commissioni consigliari Territorio e Sviluppo.

Insieme ad altre argomentazioni sono poi state esposte venerdì pomeriggio nel convegno organizzato a Palazzo Tursi. Insieme ad altri gruppi e movimenti è stato deciso di mobilitarsi nei prossimi giorni per far conoscere a molte persone i rischi dell’ingresso di Iren anche nella gestione rifiuti oltre che dell’acqua e in prospettiva non solo a Genova ma in tutta la Liguria. Ci saranno banchetti e distribuzione di volantini da mercoledì mattina a Piazza De Ferrari e una manifestazione a palazzo Tursi il 24 gennaio, in occasione del Consiglio Comunale che dovrà deliberare l’aggregazione.

Suggerimenti per il piano d’ambito provincia SV

Logo GCR Liguria

OSSERVAZIONI del COORDINAMENTO LIGURE GCR su PIANO AREA OMOGENEA per GESTIONE RIFIUTI in PROVINCIA DI SAVONA

 

 

In quanto organismo competente in materia, essendo stato riconosciuto nella Consulta dell’ATO regionale rifiuti dalla legge 20 del 2015, ci sentiamo in dovere di intervenire sul rapporto preliminare alla VAS pubblicato il 16 agosto 2016.

Quindi, facendo seguito alle nostre osservazioni sul Piano regionale Rifiuti fin dalla sua prima presentazione nel 2013, e in base ai valori da noi condivisi della strategia verso rifiuti zero, espressi nella LIP RIFIUTI ZERO:

A: ci esprimiamo sui vari obiettivi indicati nel rapporto per il 2020

A1. Riduzione produzione RSU del 15%.

Riteniamo indispensabile ridimensionare la quantità di RSU, attualmente a livelli patologici: 640 kg pro-capite nel 2014.

Quindi riconosciamo come un buon segnale che a regime si prevedano circa 540 kg per abitante, riportando il dato su un livello “fisiologico”.

Anzi riteniamo possibile anticipare al 2018 tale traguardo, puntando per il 2020 a meno 20%, quindi 512 kg: infatti quando si elimineranno i cassonetti stradali in tutti i comuni, si avrà tale riduzione solo per l’eliminazione dei conferimenti impropri di rifiuti speciali (de-assimilazione di fatto).

 

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