Suggerimenti per il piano d’ambito provincia SV

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OSSERVAZIONI del COORDINAMENTO LIGURE GCR su PIANO AREA OMOGENEA per GESTIONE RIFIUTI in PROVINCIA DI SAVONA

 

 

In quanto organismo competente in materia, essendo stato riconosciuto nella Consulta dell’ATO regionale rifiuti dalla legge 20 del 2015, ci sentiamo in dovere di intervenire sul rapporto preliminare alla VAS pubblicato il 16 agosto 2016.

Quindi, facendo seguito alle nostre osservazioni sul Piano regionale Rifiuti fin dalla sua prima presentazione nel 2013, e in base ai valori da noi condivisi della strategia verso rifiuti zero, espressi nella LIP RIFIUTI ZERO:

A: ci esprimiamo sui vari obiettivi indicati nel rapporto per il 2020

A1. Riduzione produzione RSU del 15%.

Riteniamo indispensabile ridimensionare la quantità di RSU, attualmente a livelli patologici: 640 kg pro-capite nel 2014.

Quindi riconosciamo come un buon segnale che a regime si prevedano circa 540 kg per abitante, riportando il dato su un livello “fisiologico”.

Anzi riteniamo possibile anticipare al 2018 tale traguardo, puntando per il 2020 a meno 20%, quindi 512 kg: infatti quando si elimineranno i cassonetti stradali in tutti i comuni, si avrà tale riduzione solo per l’eliminazione dei conferimenti impropri di rifiuti speciali (de-assimilazione di fatto).

 

Clicca QUI per visualizzare il documento in formato PDF

A2. Aumento della RD e del riciclo almeno al 65%

Questo è l’obiettivo fissato dalla legge italiana per il 2012.

Anche qui riteniamo indispensabile superare il livello del 40% di RD del 2014, indice di una situazione molto arretrata rispetto alle altre regioni del Nord Italia.

Sappiamo che questo è un obiettivo MINIMO che ci si può porre almeno per il 2018, e poi si deve prevedere di andare oltre, verso il 70% almeno nel 2020, come già realizzato oggi in diverse Province italiane e come diverse Regioni hanno programmato.

 

A3. Massimo recupero di materia e minimo smaltimento in discarica

Su questo siamo d’accordissimo: la materia prima è una risorsa limitata sempre più preziosa e non ci possiamo permettere di distruggerla con lo smaltimento in discarica o l’incenerimento, sistemi inefficienti che creano problemi all’ambiente e alla salute; per produrre un’altra volta la stessa materia si sprecano acqua ed energia, molto meglio sfruttare le miniere urbane costituite dai RAEE e da molte altre materie seconde che non si possono più chiamare rifiuti.

Il recupero di energia dai “termovalorizzatori” è del tutto illusoria e antieconomica: si può recuperare solo circa un terzo del risparmio ottenuto quando gli stessi rifiuti sono riciclati. Vedi allegato 2

 

A4. Contenimento costi di gestione

Obiettivo condivisibile, in quanto attualmente i costi per abitante della gestione dei rifiuti sono molto alti.

Una componente di costo che si può controllare è la frequenza della raccolta dell’indifferenziato che in molti comuni è ancora giornaliera.
L’introduzione della RD dell’organico consente e richiede tale riduzione di frequenza per il RUR (standard in Italia settentrionale 1 volta/settimana; Milano, che attualmente opera 2 volte/settimana, ha già programmato la riduzione ad 1 volta nonostante la complessità del contesto metropolitano. Questo consente, oltre al risparmio sui costi operativi, anche un effetto di maggiore “drenaggio” delle frazioni riciclabili e compostabili, in quanto diventa più difficile/scomodo il loro conferimento nel RUR.

 

A5. Prossimità e auto-sufficienza nello smaltimento

Nell’ottica dell’economia circolare si dovrebbero prevedere all’interno dell’Ambito i vari trattamenti, iniziando quindi ad evitare almeno di trasportare la frazione organica in impianti di compostaggio in Piemonte o in Toscana.

Servono incentivi per l’insediamento di aziende di riciclo e di impianti di compostaggio.

 

A6. Miglioramento controlli ambientali e sensibilizzazione cittadini

Ci auguriamo un miglioramento (introduzione?) dei controlli per incentivare le azioni virtuose di cittadini e comuni.

La migliore sensibilizzazione dei cittadini si ha avviando processi partecipativi e trasparenza sui costi e sui percorsi

B: osserviamo sulle AZIONI previste

 

  1. Promozione raccolta domiciliare di tutte le frazioni e del RUR

Scelta indispensabile ed urgente, anche per l’organico e anche per le utenze domestiche, in quanto ancora troppe gestioni sono concentrate sui cassonetti con conseguente continuo aumento di rifiuti e di costi.

Senza l’adozione del metodo di raccolta domiciliare “porta a porta” effettivo ed esteso a tutti i territori comunali, non si possono raggiungere gli obiettivi di riduzione del rifiuto e di aumento di RD e riciclo, come dimostrano le numerose esperienze virtuose.

La raccolta non può essere di prossimità, ma improntata ai principi della “domiciliarizzazione” per responsabilizzare l’utenza (corrispondenza biunivoca contenitore-utenza, singola o collettiva) pur con le necessarie declinazioni ed adattamenti operativi. Dunque va fatta davanti ad ogni abitazione singola e nei condomini i contenitori vanno mantenuti, ovunque possibile, all’interno della proprietà, con esposizione limitata al giorno di raccolta, per evitare la trasformazione d’uso in cassonetti.

Facciamo notare che troppi comuni ancora ricorrono a metodi di raccolta stradale, mista e di prossimità che non garantiscono per esperienza la riduzione dei rifiuti e dei costi per abitante; alcuni (es Noli, Spotorno, Vezzi) pensano di introdurre le calotte che, sempre per esperienza di comuni che le hanno dismesse, sono un metodo fallimentare per i conseguenti abbandoni vicino ai cassonetti, forzature degli imbocchi,  peggioramento della qualità delle frazioni differenziate e conseguente aumento dei costi di raccolta, di manutenzione e di pulizia stradale dai sacchetti abbandonati.

 

  1. Diffusione di auto-compostaggio domestico

Necessario in tutte le situazioni, non solo quando non possibile RD dell’organico (per quale motivo?) e anche su balcone o terrazzo; va diffuso con particolare attenzione in tutti i comuni del modello M (montagna).

Ma non è sufficiente.

Si deve diffondere anche compostaggio di prossimità (linea di azione del piano regionale), di comunità e adozione di piccoli impianti in comuni singoli o consorziati, sollecitando lo schema di decreto applicativo nazionale

Si deve prevedere obbligatoriamente la RD generalizzata dell’organico, non solo per gli esercizi di ristorazione, ma per tutte le utenze domestiche, altrimenti al 65% (ed oltre) non si arriva. Vedi Allegato 1

  1. Promozione di piattaforme ecologiche e stazioni di trasferimento

 Condividiamo la necessità di costituire piattaforme presso cui far nascere Centri di riuso e riparazione per intercettare ingombranti (mobili, attrezzature ed elettrodomestici) gestiti da Cooperative o Associazioni di Volontariato).

Il riuso può infatti prolungare la vita dei beni durevoli, disincentivando la cultura dell’usa e getta e va riconosciuto come attività detassata per i vantaggi sociali e ambientali.

Proponiamo anche un Centro di ricerca e riprogettazione, che coinvolga Università, scuole primarie e secondarie, enti di ricerca (vedi comune Capannori).

 

  1. Promozione tariffazione puntuale

Indispensabile l’introduzione di questo metodo che permette ai cittadini residenti di pagare la TARI sulla base dell’indifferenziato prodotto da ogni utenza e quindi incentiva ulteriormente i comportamenti virtuosi.

Attualmente nessun comune in provincia di Savona l’ha introdotta, neppure i comuni virtuosi (dove RD>65%).

Esistono metodi semplici che consentono di introdurre agevolmente la tariffazione puntuale, impostata sul numero dei conferimenti del RUR, applicabile ai singoli utenti anche nei condomini, con riduzione progressiva della frequenza di raccolta dell’indifferenziato e quindi dei relativi costi:

  • sacchi prepagati
  • sacchi con RFID taggato
  • bidoncini chippati (modello CONTARINA/Boltiere).

 

  1. Promozione di accordi per riduzione imballaggi

Favorire con sgravi fiscali esercizi commerciali con

  • distributori alla spina di latte e bevande,
    • distributori di acqua potabile
    • dispenser per saponi e detersivi
    • vendita “sfusa” di zucchero, farine, cereali, legumi ecc.
    Vietare l’uso nelle sagre di stoviglie in plastica

 

  1. Piano di monitoraggio per Osservatorio regionale rifiuti

Proponiamo l’istituzione di un Osservatorio provinciale RIFIUTI ZERO, con la nostra partecipazione, che verifichi nella realtà le scelte effettuate e le conseguenze.

 

  1. Iniziative di comunicazione e sensibilizzazione

Riteniamo che la migliore sensibilizzazione si possa ottenere realizzando la trasparenza su scelte, percorso delle varie frazioni, ecotasse e sovrattasse pagate da ogni comune, costi delle società che gestiscono la raccolta.

A questo proposito rileviamo che le società multi-utility impediscono la comprensione dei costi di ciascuna attività

La partecipazione dei cittadini va ricercata e non più ostacolata, questo faciliterebbe enormemente la comunicazione, senza spese.

L’estrema frammentazione e differenziazione delle gestioni non è necessariamente causa di gestione inadeguata ed elevati costi; a volte invece le società che gestiscono la raccolta in molti comuni, allontanando i centri decisionali, compromettono il rapporto responsabilizzante tra amministrazione ed utenza; e rendono più difficoltoso il calcolo delle raccolte differenziate e dei relativi percorsi.

C: Notiamo sullo Scenario

C1. Attivazione di impianti di trattamento per l’organico

  • Messa in funzione e completamento dell’impianto di compostaggio di Villanova per sole 6000 t/anno
  • completamento capacità con digestione anaerobica

Constatiamo che finalmente si considerano prioritari impianti per trattare l’organico e trasformarlo in compost, restituendo carbonio e sostanze nutrienti alla terra.

Le soluzioni tradizionali di mancata selezione presso le utenze dell’organico vanno eliminate con decisione per la loro insostenibilità ambientale, che tra l’altro contrasta con la vocazione turistica della provincia, incentivando

–      non solo il compostaggio domestico presso le famiglie,

–      ma soprattutto presso gli esercizi di ristorazione e le mense scolastiche, favorendo l’avvio del compostaggio di comunità e

–      la costruzione di impianti di ridotte dimensioni a gestione comunale o consortile con l’uso del verde locale (sfalci e potature) come strutturante.

Va quindi favorita la triturazione delle potature per evitare il più possibile la combustione in loco

–      il trattamento vicino il più possibile ai luoghi di produzione della materia organica pulita, per ottenere compost di alta qualità da utilizzare per il miglioramento di suoli spesso soggetti strutturalmente ad erosione.

Ci chiediamo

  • se l’impianto di Villanova sia recuperabile
  • perché non venga considerato l’impianto di Ferrania già in funzione da aprile a Cairo M. con capacità 45.000 t

Non ci trova d’accordo l’eventuale completamento incondizionato con bio-digestori: la scelta tra impianto aerobico od anaerobico va fatta in ogni specifica situazione (contesto cittadino, disponibilità di verde, ecc.).

Inoltre precisiamo che l’eventuale scelta di un impianto anaerobico deve escludere la combustione in loco del biogas per produrre elettricità con incentivi statali e prevedere invece la raffinazione in bio-metano da immettere in rete.

 

C2. Attivazione di impianto TMB di trattamento a freddo per il RUR

Apprezziamo molto la scelta di non ricorrere per l’indifferenziato residuo alla illusoria “termovalorizzazione” in altre regioni e anche di non produrre CSS, ma non comprendiamo per quale motivo non venga scelto il recupero di materia che tali impianti possono realizzare se concepiti comefabbriche dei materiali“.

Si deve andare oltre al concetto di smaltimento corretto tramite trattamento del tal quale, obbligatorio prima del conferimento in discarica, per arrivare alla separazione di ulteriore materia seconda preziosa da destinare al riciclo, con diminuzione drastica della quantità collocata a discarica a circa il 60%: 30000 t invece di 50000. E col vantaggio di risparmiare grandi quantità di energia indispensabili quando si produce materia prima. Se l’impianto viene previsto flessibile, i moduli possono essere usati, in seguito alla diminuzione del RUR, per migliorare la qualità delle frazioni di RD.

Facciamo notare che gli investimenti aggiuntivi necessari per una “Fabbrica dei materiali” sono molto contenuti rispetto all’impianto di trattamento previsto, che opera selezione e stabilizzazione dei sotto-vagli, e i tempi di realizzazione molto rapidi, di conseguenza non c’è l’effetto secondario di induzione a produrre più rifiuti per ammortizzare gli impianti.

L’obiettivo di una corretta gestione dei rifiuti deve essere infatti la riduzione al minimo dello smaltimento, misurato dal RUR pro-capite (rifiuto urbano residuo per ogni abitante) che potrebbe progressivamente diminuire dai 400 kg/ab del 2014 a 200 nel 2018 e a 150 nel 2020.

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