INCENERIRE CONVIENE?

Articolo-intervista su prospettive incenerimento in Italia ed Unione Europea, alla luce di previsioni della agenda UE su Economia Circolare, cambiamento climatico, programmi di finanziamento, ecc.

Ue adotta rapporto su riduzione emissioni di metano

Giornata mondiale contro l’incenerimento 2013

Approvati emendamenti che cambiano la strategia sulle discariche:

Si dovrà rivedere il Landfill Cap, ovvero l’obbligo per gli Stati membri di limitare entro il 2035 al 10% o meno la quantità di rifiuti urbani da collocare in discarica.

Il limite non dovrà più essere indicato come 10% del RSU (rifiuto solido urbano), col paradosso che chi più produce rifiuti, più può intasare le discariche. Dovrà invece essere indicato in rur/ab (kg di rifiuto urbano residuo ogni anno prodotto in media da ogni abitante).

In questo modo si eviterà un attuale diffuso fraintendimento “depotenziando il ruolo dell’incenerimento come strumento per minimizzare la discarica”, di cui ora in Italia si invoca un aumento col pretesto di raggiungere il limite del 10%: infatti, dicono i furbetti sostenitori dell’incenerimento (o termovalorizzazione) “produciamo 100 di rifiuti, differenziamo 65, inceneriamo 25 e in discarica va 10!”. In realtà distruggere materia per produrre energia non è mai conveniente, l’ECONOMIA CIRCOLARE dice un’altra cosa. PAROLA DI GCR!

https://www.ecodallecitta.it/ue-vota-misure-vincolanti-per-ridurre-emissioni-di-metano-zwe-per-i-rifiuti-si-depotenzia-lincenerimento-come-alternativa-alla-discarica/

Riduciamo l’uso della plastica mono-uso

Una diminuzione delle abitudini dannose di consumo potrebbe ridimensionare il problema e indurre le aziende a non sommergerci di prodotti e imballaggi inutili.

Pensiamoci, possiamo essere coerenti con le nostre convinzioni ecologiche e testimoniare uno stile di vita più sobrio e più attento.

Chiediamo allo Stato un comportamento coerente con le dichiarazioni green.

Venti aziende producono oltre la metà dei rifiuti di plastica del mondo, Italia nella top ten

https://europa.today.it/ambiente/aziende-rifiuti-plastica-mondo.html

ZWE IN COMMISSIONE AMBIENTE

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Sul PNRR sono stati sentiti in Commissione Ambiente del Parlamento Rossano Ercolini e Enzo Favoino.

Molto interessanti i concetti espressi:

La questione ambientale è trasversale ed è la madre di tutte le questioni. Fondamentale per la salute è la prevenzione primaria: bonifica di aria, acqua, terra e adozione di misure per evitare ulteriore inquinamento con sostanze chimiche.

Indispensabile non finanziare attività che comportino danno agli obiettivi delle Agende della Commissione Europea (economia circolare, clima) con emissioni significative di CO2, ad es. allevamenti intensivi.

Quindi in materia di rifiuti va escluso il finanziamento di tutti gli impianti finalizzati alla distruzione di materia per produrre energia: inceneritori, e TMB per produzione di CSS. Non esistono combustibili circolari, come purtroppo pensano alcune Regioni (Liguria, Veneto, Puglia, …), sono un’industria sporca, che vuol far credere di essere verde.

La proposta di ZWI per il PNRR è la riduzione dei rifiuti prodotti, ottenibile finanziando la diffusione del metodo di raccolta porta a porta, di piattaforme per la purificazione delle frazioni raccolte, di impianti di trattamento dell’organico con incentivi all’uso del compost in agricoltura, di centri di riuso e riparazione con eliminazione IVA sui beni seconda vita, di smontaggio dei RAEE (recupero terre rare), di TMB come fabbriche di materiali; tutti investimenti che aumentano la sostenibilità ambientale e creano molti posti di lavoro.

Si possono finanziare bio-digestori anaerobici ma senza incentivi che distorcono il mercato e solo se prevedono compostaggio del digestato e trasformazione di biogas in bio-metano da immettere in rete.

ZWEurope su incoerenza incenerimento

economia circolare

 

L’incenerimento, anche se con “recupero di energia” non rientra nel concetto di economia circolare: distrugge materia che poi va nuovamente acquisita. Quale destinazione allora per il RUR (rifiuto urbano residuo o indifferenziato)? Deve andare in impianti TMB, che separano ulteriore materia con selezioni varie a freddo e poi la recuperano per l’industria del riciclo (attenzione: non per produrre CSS, combustibile destinato a bruciare in un secondo tempo). Ecco la BUONA NOTIZIA:

Oggi viene lanciato il Report ZWE sulle incoerenze dell’incenerimento con l’agenda della Economia Circolare e con le politiche sul Clima, e per promuovere il trattamento a freddo con recupero materia.
La cosa è già all’attenzione della Commissione Europea, che aveva chiesto il testo in anticipo per valutare alternative all’incenerimento più coerenti con la visione della Economia Circolare e gli obiettivi ambiziosi previsti nel Pacchetto.

Qui il link per scaricare il Documento.
https://zerowasteeurope.eu/library/building-a-bridge-strategy-for-residual-waste/

E qui il Comunicato Stampa, con alcune valutazioni di sintesi
https://mailchi.mp/rethinkplasticalliance/landfill_target-1673176?e=4afdc1c1d3

La Danimarca vuole ridurre l’incenerimento e aumentare il riciclo

Ecco un’ottima notizia arrivata da un paese europeo, che alcuni italiani indicavano come modello da imitare nel campo della gestione dei rifiuti; in realtà siamo molto più avanti noi in Italia: infatti l’elevata capacità di incenerimento in Danimarca ha causato un enorme aumento dei rifiuti prodotti, più di 800 kg per abitante ogni anno, mentre la nostra Liguria, pur essendo una delle regioni meno virtuose, ne produce circa 500 kg.

http://www.ecodallecitta.it/notizie/392927/piu-riciclo-meno-incenerimento-la-danimarca-non-vuole-piu-bruciare-la-plastica  

Il contributo degli inceneritori  alla produzione di gas climalterante con effetto serra

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Sintesi
Secondo i dati ISPRA, già oggi gli inceneritori emettono CO2 di origine fossile per kWh netta prodotta in misura pari al 220% rispetto alle emissioni del mix energetico nazionale. Mentre le emissioni di quest’ultimo continuano nella loro pronunciata discesa, gli inceneritori non mostrano altrettanta capacità, per cui il gap già elevato è destinato ad ampliarsi.

Questo dimostra che gli inceneritori non sono assolutamente più una alternativa alle fonti fossili nella produzione di energia, e ancor meno rispetto alle prospettive a medio-lungo termine di emissioni del mix energetico nazionale, ma, anche se la quota di energia prodotta dagli inceneritori è bassa, costituiscono comunque, come tutti gli impianti con emissioni superiori al mix energetico nazionale, una palla al piede rispetto agli obiettivi europei di azzerare le emissioni entro il 2050.

Non appaiono più neanche una valida alternativa rispetto alle discariche, dato che con la stabilizzazione obbligatoria del RUR e la captazione del biogas, le emissioni di CO2 equivalente derivanti dalla produzione di biogas non sembrano colmare il divario.

Occorre mettere in campo da subito una exit strategy dall’incenerimento, che veda la loro chiusura anticipata degli inceneritori, comunque non oltre la fine degli ammortamenti degli investimenti già eseguiti, e che metta in campo tecnologie e metodologie di gestione dei rifiuti alternative più efficienti, tanto più in considerazione del trend di riduzione dei rifiuti urbani da smaltire.


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https://www.facebook.com/reterifiutizeroemiliaromagna/posts/1703199069819929

https://drive.google.com/file/d/1SykxKxGwdVm5Ghyp7uKB45uhsomctJ7s/view

Economia circolare e covid-19

recupero materia

COMUNICATO STAMPA

L’Economia Circolare in aiuto dell’emergenza Covid19. Nasce a Bologna un innovativo progetto di recupero dei ricambi da apparecchiature elettromedicali in disuso.

L’azienda bolognese Dismeco srl, è capofila, insieme a Zero Waste Italy, di un progetto sperimentale denominato MDRe – Medical Device Regeneration, volto al recupero certificato, al fine del loro riutilizzo, di ricambi di apparecchiature elettromedicali inutilizzate o dismesse, utili per sopperite alle carenze durante le emergenze sanitarie.

L’azienda Dismeco, premiata da Confindustria, nel 2019, come Best Performer dell’Economica Circolare 2019, gestisce un innovativo impianto industriale di recupero Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) a Marzabotto (BO) con un elevatissimo standard di recupero di componenti e materiali.

Zero waste Italy, presieduta dal Premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini, è un’associazione no profit che si prefigge di promuovere le buone pratiche di riduzione, riparazione, recupero di prodotti e materiali, perseguendo gli obiettivi di innovazione e applicazione fondamento delle politiche della Comunità Europea in tema di Economia Circolare.

Durante l’attuale drammatica crisi sanitaria è emersa prepotentemente la strutturale carenza di apparecchiature elettromedicali a disposizione. E’ noto, al contrario, come ospedali e sanità pubblica dispongano di grandi quantità di apparecchiature elettromedicali datate ma ancora perfettamente funzionali all’uso, oppure non utilizzabili in quanto carenti dei ricambi necessari ma non disponibili.

Il Progetto MDRe intende intercettare le apparecchiature non in funzione o dismesse, che in questo momento vengono prevalentemente gestite tramite una indiscriminata triturazione finale, per ricavare ricambi utili alle istituzioni sanitarie. Tali ricambi verrebbero immagazzinati dopo operazioni controllate e certificate di smontaggio selettivo e successiva sanificazione, mentre le parti non utilizzabili verrebbero avviate alla triturazione.

All’interno della “mission” di questo progetto pilota, unico al mondo nel suo genere, Dismeco srl si occuperà, operativamente, di testare percorsi industriali innovativi, mettendo in pratica presso la propria piattaforma Raee, protocolli certificati di smontaggio e recupero delle componenti efficienti degli elettromedicali conferiti. Zero Waste Italy agirà come facilitatore nella sensibilizzazione e nella creazione di una rete di collaborazione tra soggetti potenzialmente coinvolgibili (Ministero della Sanità, Assessorati regionali alla salute, Assobiomed, Associazione delle case costruttrici, Asl, ospedali).

Al Progetto MDRe ha aderito anche il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, coordinato dalla Prof.ssa Alessandra Bonoli. con il gruppo di ricerca di Ingegneria della Transizione ed Economia Circolare, le cui attività sono orientate alla costruzione di un mondo sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

 

 

Inquinamento dell’aria e mortalità Covid 19

HARVARD.EDU  (UNIVERSITA’ DI HARVAD) COVID-19 PM2.5
Esposizione all’inquinamento atmosferico e alla mortalità COVID-19 negli Stati Uniti (aggiornato il 5 aprile 2020). Scienziati del governo degli Stati Uniti stimano che COVID-19 potrebbe uccidere tra 100.000 e 240.000 americani.
Risultati: abbiamo scoperto che un aumento di solo 1 μg / m3 nel PM2.5 è associato ad un aumento del 15% del tasso di mortalità COVID-19
Conclusioni: un piccolo aumento dell’esposizione a lungo termine a PM2.5 porta a un grande aumento del tasso di mortalità COVID-19, con l’entità di un aumento di 20 volte rispetto a PM2,5 e la mortalità per tutte le cause. I risultati dello studio sottolineano l’importanza di continuare a far rispettare le vigenti normative sull’inquinamento atmosferico per proteggere la salute umana sia durante che dopo la crisi COVID-19.
https://projects.iq.harvard.edu/covid-pm
PDF da scaricare https://www.medrxiv.org/…/2020.04.05.20054502v1.full.pdf+ht…

ECONOMIA CIRCOLARE: Italia sempre prima

È quanto emerge dal “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, realizzato dal CEN-Circular Economy Network, la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da 14 aziende e associazioni di impresa, e da ENEA. Il Rapporto è stato presentato oggi in streaming dal presidente CEN Edo Ronchi e dal direttore del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali ENEA Roberto Morabito.
 
ci sono i rapporti in PDf da scaricare