Archive for the ‘Leggi Regionali’ Category

Osservazioni del GCR Liguria alla VAS regionale sui Piani Provinciali per i rifiuti

Trovate QUI sul nostro blog le nostre osservazioni relativi ai Piani Provinciali in materia di gestione dei rifiuti espresse durante la procedura di Valutazione Ambientale Strategia a cura della Regione Liguria.

Piano d’Ambito Rifiuti per la Provincia di Savona

mappa-comuni-popolazioneE’ stato pubblicato il 16 agosto ed è un rapporto preliminare alla VAS (valutazione ambientale strategica).
Stabilisce gli obiettivi e azioni della gestione rifiuti in provincia entro il 2020, tra cui gli impianti di trattamento ritenuti necessari, all’interno del Piano regionale Rifiuti approvato il 25 marzo 2015 che prevede un unico ATO regionale suddiviso in 4 ambiti.

Riteniamo di non poterlo ignorare, perché ci condizionerà come amministratori e come cittadini-

Abbiamo ora l’importante occasione di far sentire la nostra voce su quello che riteniamo per esperienza una corretta gestione dei rifiuti: alcuni attivisti del Coordinamento GCR della provincia di Savona stanno quindi scrivendo osservazioni.

Trovate QUI il rapporto preliminare al Piano d’Ambito.

(Immagine prelevata da http://www.provincia.savona.it/provincia/ente/funzioni-area-vasta)

 

Migliaia di posti di lavoro in Liguria con Gestione Corretta Rifiuti

Lo scorso 18 Maggio durante un incontro pubblico organizzato a Pietra Ligure per rispondere a domande di Associazioni e Comitati del Forum beni comuni legalità diritti, Renata Vela, referente regionale del Coordinamento ligure GCR, ha consegnato ad alcuni candidati alle elezioni regionali il documento che trovate QUI dal titolo “DALLE PAROLE AI FATTI: ATTUAZIONE A LIVELLO REGIONALE DEL PERCORSO VERSO RIFIUTI ZERO”.
Il documento è poi stato inviato via e-mail, affinché i candidati lo facciano conoscere alle loro liste.
Quelle che ne condividono il contenuto potranno aderire.
Nel documento sono indicate 3 modifiche sostanziali al Piano regionale Rifiuti approvato dal Consiglio regionale uscente il 25 marzo 2015, spiegato in 2 minuti al pubblico presente.
Il documento è stato consegnato ai seguenti candidati:
Roberto Melone per Progetto Altra Liguria,
Andrea Melis per Movimento 5 Stelle
Enrica Tonola per Rete a Sinistra,
Luigi De Vincenzi per Lista Paita,
Gianni Dovis per Partito Comunista Lavoratori,
Marco Melgrati per Forza Italia,
Simone Giadresco per Liguria Libera.
Fratellanza Donne non era presente all’incontro
Ad oggi hanno dichiarato di sottoscrivere il manifesto:
Antonio Bruno, Roberto Melone, Rosaria Lombardi e Federico Valerio per Progetto Altra Liguria.
Alice Salvatore per Movimento 5 Stelle.
Enrico Pignone per Rete a Sinistra.
Verranno resi noti tutti gli aderenti.

Danni occupazionali ed erariali dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti

Comunicato della Conferenza stampa – Genova 13 aprile 2015

La scelta dell’uscente Giunta Regionale di rinviare al 2020 il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di legge per il 2012, mette al riparo gli Amministratori locali dal dover rispondere di tasca propria del danno erariale prodotto da questa “non scelta”, ma scarica sui cittadini liguri il grave danno economico e occupazionale prodotto da questa decisione.

Nel 2013 la RD in Liguria era il 33%; se, come la Legge 2006 prescriveva, avessimo raggiunto il 65%, avremmo avuto circa 300.000 tonnellate in meno di scarti da smaltire, scarti che invece sono andati in discarica o in impianti fuori Regione (con costi raddoppiati); mentre, se differenziati, questi scarti selezionati avrebbero prodotto un introito e risparmio annuo di circa 27 milioni di euro in base ai modesti, ma sicuri, contributi del Consorzio Nazionale Imballaggi e alle ecotasse regionali evitate.
Sono soldi che il Piano ha deciso di buttare letteralmente via, dentro ad una discarica o nei fumi e nelle ceneri di un “termovalorizzatore”, di un cementificio, di una centrale termoelettrica.

Questo Piano è anche un grave danno occupazionale.
In base alle stime della Commissione Europea nel suo documento sull’ Economia Circolare, una RD del 65% avrebbe comportato in Liguria 1.600 nuovi lavoratori addetti alla raccolta porta a porta e alla valorizzazione delle frazioni raccolte. Altri qualificati posti di lavoro si sarebbero potuti creare nel riciclo delle materie seconde.

Scelte strategiche dimenticate: Porta a Porta e Tariffa puntuale
Questo disastro economico e occupazionale è stato evitato solo nei 10 comuni Liguri (su 235) che, nel 2013, hanno rispettato l’obbligo di legge (Garlenda 81%, Arnasco 77%, Villanova D’Albenga 75%, Vendone 74%, Pieve Ligure 71%, Recco 70%, Tovo San Giacomo 68%, Levanto 68%, Bogliasco 67%, Pietra Ligure 66 %, Noli 65%).
Questi Comuni, in pochi mesi, hanno raddoppiato la loro percentuale di RD, grazie alla scelta vincente della raccolta Porta a Porta per tutte le frazioni riciclabili, organico compreso, scelta che, con opportuni incentivi, compreso il supporto tecnico, sarebbe stato possibile ottenere, altrettanto facilmente e rapidamente, anche per i 220 comuni liguri con una popolazione simile, ossia inferiore a 15.000 abitanti (652.000 abitanti, su un totale ligure di 1.587.000 abitanti).
Questi dieci Comuni possono anche testimoniare come sia falso affermare che il Porta a Porta aumenti i costi totali: aumenta i costi di raccolta, ma diminuisce sensibilmente i costi di smaltimento e permette importanti ricavi, se si vendono le frazioni pulite.
Il Piano Regionale ignora questa pratica virtuosa, come pure l’altra carta vincente, la “tariffazione puntuale”, diffusa in altre regioni italiane, che premia i comportamenti virtuosi, permettendo di pagare il servizio di raccolta, in base alla quantità di scarti indifferenziati realmente conferiti da ogni famiglia o azienda, con l’effetto indotto di diminuire la produzione pro-capite (- 20%) e quindi il costo della tariffa.

Impianti da incentivare: compostaggio, riciclo e fabbriche di materiali
E’ evidente che forti ed intrecciati interessi nella vecchia gestione dei rifiuti e nel loro lucroso smaltimento, anche sotto forma di combustibile, hanno fortemente condizionato le scelte regionali, che non hanno utilizzato leve fiscali per scoraggiare la gestione errata, ad esempio portare l’ecotassa regionale sullo smaltimento in discarica al massimo valore adottato in Italia da altre Regioni (da 14 a 20 €/tonnellata), estesa alla produzione di elettricità con combustione di rifiuti (tal quali o sotto forma di Combustibile Solido Secondario) e di biogas, per i loro documentati sprechi energetici e per i costi ambientali e sanitari associati a queste pratiche. Da considerare inoltre la non economicità di produrre CSS, per il costo di conferimento a cementifici o centrali a carbone.

Le entrate così ottenute si sarebbero potute investire per realizzare impianti di compostaggio di piccole dimensioni (comunali, consortili), politiche di riduzione alla fonte, incentivi agli agricoltori per l’uso di compost, incentivi per la creazione di imprese di riciclo (ora quasi assenti in Liguria), impianti per un ulteriore recupero di materia dall’indifferenziato, le fabbriche di materiali.

Le Analisi sul Ciclo di Vita dimostrano che gli impianti con trattamenti a freddo sono da preferire a ogni impianto di “recupero di energia”; costano di meno (200 €/t contro 1000 €/t), si costruiscono più in fretta (2 anni contro 8), occupano più lavoratori, producono materie prime-seconde da utilizzare in nuovi cicli produttivi invece di ceneri inquinanti da smaltire, sono convertibili in impianti di valorizzazione delle frazioni differenziate (separazione cartone dalla carta, metalli dalle plastiche, compostaggio delle frazioni organiche..)

Per i motivi esposti, il Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti, giudica negativamente il Piano, che, non contenendo misure efficaci di prevenzione di rifiuti, riutilizzo di materiali e riciclo, non rispetta la gerarchia di trattamento dei rifiuti della direttiva europea 2008/98/CE, che privilegia il recupero di materia per la sua indiscutibile sostenibilità ambientale.

Dio ricicla, il diavolo brucia – invito a conferenza stampa

Logo GCR LiguriaIl giorno 13 aprile alle ore 11 a Palazzo Tursi (sala bouvettina) è convocata la Conferenza stampa indetta dal Coordinamento ligure GCR (Gestione Corretta Rifiuti).

Scopo della conferenza è informare la cittadinanza sul Piano regionale rifiuti approvato dal Consiglio regionale ligure in extremis nell’ultima assemblea di legislatura, il 25 marzo scorso.
Illustreremo le scelte della Regione, che avranno conseguenze importanti economiche (tariffe elevate, pochi posti di lavoro), poco sostenibili per l’ambiente, dannose alla salute per i cittadini e le Osservazioni da noi presentate che contengono molte proposte ispirate alla Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, per cui abbiamo raccolto in Liguria quasi 6000 firme nel 2013 http://www.leggerifiutizero.it

Poiché queste nostre proposte hanno ricevuto una limitata accoglienza formale, ma non sostanziale, stiamo esaminando la possibilità di esposti.

Quanto ci costerà infatti, in termini tariffari e occupazionali, puntare prevalentemente al recupero di energia, attraverso la produzione di elettricità da CSS e biogas?

Quanto si guadagnerebbe invece, anche in termini di lotta a ecomafie e criminalità ambientale, puntare su riduzione rifiuti e raccolta porta a porta abbinata a tariffa puntuale, che vuol dire recupero di materia pulita e incremento di imprese di riciclo, ancora quasi assenti in Liguria?

Chiedo cortesemente la presenza di un Vostro Giornalista alla conferenza e invio distinti saluti.

Renata Vela
Referente regionale per il Coordinamento ligure GCR

Lettera aperta ai Consiglieri regionali

Logo GCR LiguriaBuongiorno.
A nome del Coordinamento Ligure Gestione Corretta dei Rifiuti (https://gcrliguria.wordpress.com), gli scriventi allegano la memoria prodotta per l’audizione del 23 marzo presso la VI Commissione, in merito alla proposta di Piano Regionale Rifiuti.
Alla luce di quanto emerso durante la discussione, è nostra impressione che i membri della Commissione Ambiente e Territorio presenti in quella sede fossero impreparati sul merito del PRR e sulle conseguenze ambientali, economiche e sociali che ne discendono.
Qual è il criterio con cui vengono scelti i venti Commissari?

Le nostre osservazioni non hanno ricevuto alcuna risposta concreta nel merito, mentre sono state avanzate da Commissari, che non si sono presentati, alcune domande fuori tema e altre che mettevano in dubbio la fondatezza delle nostre affermazioni, con un atteggiamento di incredulità ed un clima di scarsa accoglienza.
Addirittura ci è stata addebitata la mancanza di proposte, quando invece il nostro documento, frutto di un percorso di crescita che ha coinvolto i movimenti dell’intera Regione per un anno, ne contiene in abbondanza: è un sintomo allarmante di superficialità e di pregiudizio.

Perché convocare questa seduta solo pochi giorni fa, il 19 marzo, e per il 23, solo un giorno prima dell’ultimo Consiglio valido prima delle elezioni?
Si vuole approvare un Piano senza discuterlo in modo dignitoso, e in un Consiglio regionale in scadenza?
Perché accogliere in modo indignato la nostra richiesta di rimuovere dal Piano la riserva per introdurre in seguito un “termovalorizzatore”, quando un anno fa l’Assessore Renata Briano ci aveva convocati per comunicarci con grande soddisfazione la “eroica decisione” della Giunta regionale di rinunciare ad inceneritori?
Come è stato possibile che all’inizio della seduta venissero distribuiti dei volantini della Lista Biasotti (peraltro non convocata) che, inneggianti all’inceneritore di Brescia, hanno fuorviato l’attenzione di tutti i partecipanti?

Per tutto quanto esposto ed allegato, invitiamo la SV ad una approfondita informazione prima di assumersi la responsabilità, politica e civile davanti ai cittadini liguri, del voto in Consiglio sull’attuale proposta di Piano Regionale Rifiuti.

Genova 24 marzo 2015
Federico Valerio, Maura Piaggesi, Renata Vela, Valerio Gennaro, Vittorio Calvini,
a nome del Coordinamento ligure GCR

L’impugnativa del Governo sulla L. R. ligure del 05/08/2014.

Il testo dell’impugnativa governativa sulla legge regionale ligure di agosto sui rifiuti:

Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2014, n. 1 (Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti). (5-8-2014)
Regione: Liguria
Bur: n.10 del 6-8-2014
Settore: Politiche infrastrutturali

Delibera C.d.M. del: 30-9-2014 / Impugnativa

L’articolo 5 della legge regionale n. 21/2014, dettando disposizioni difformi dalla normativa statale in tema di rifiuti, viola l’art. 117, comma 2, lettera s) della Costituzione (con riferimento alla potestà legislativa esclusiva in materia di “tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”). Inoltre, dal Continua a leggere