Se l’industria italiana del riciclo muore…

Pubblichiamo parte di un intervento di un operatore del mondo del riciclo della plastica apparso a pagamento sul Sole 24 Ore.

Caro Cittadino, è bene che tu sappia:

In giorni di protesta come quelli che stiamo vivendo dobbiamo chiederci quali sono i valori nei quali investire come Paese. Sicuramente l’industria ha sempre supportato la crescita ed il benessere degli Italiani e ce ne stiamo accorgendo ora più che mai, quando l’industria stessa è stata portata al collasso.

Dobbiamo salvaguardare le attività ed i settori che usano in modo ottimale le risorse. L’Europa – e l’Italia in particolare – ha un’economia basata sulla trasformazione delle materie prime che, sempre più spesso, vengono da Paesi extraeuropei. E’ antieconomico ed ambientalmente folle pensare di trasformare queste materie prime in prodotti per poi distruggerli, dovendo re-importare nuove materie prime per la produzione di nuovi prodotti analoghi.

Questo è ancor più vero se consideriamo gli imballaggi in plastica, vista la loro breve vita utile. In Europa si usano ogni anno circa 20.000.000 di tonnellate di plastica per produrre imballaggi!
Se importiamo delle risorse da fuori Europa, almeno cerchiamo di riutilizzarle all’interno dell’Europa una volta arrivate a fine vita!

Per questo il Parlamento Europeo e la Commissione Europea hanno intenzione di più che triplicare l’obiettivo di riciclo delle plastiche al 2020 e stanno mettendo a punto le migliori strategie per farlo.

Del resto il riciclo, paragonato alla produzione di materia prima vergine, offre evidenti vantaggi ambientali (riduzione delle emissioni CO2 e saving energetico), sociali (il moltiplicatore di posti di lavoro è molto più elevato) ed economici (con un valore aggiunto che è più legato al territorio).

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Incontro a Savona del 19 Luglio

Nella Sala Rossa del Comune di Savona, all’incontro preparato dal Coordinamento ligure GCR il 19 luglio, presenti circa 15 amministratori tra il pubblico.
Dopo aver ascoltato le presentazioni di Luca Peratoner “LIP RIFIUTI ZERO” e di Federico Valerio “COME AZZERARE I RIFIUTI”, ci sono stati vari interventi, tra cui quello dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Savona su come conciliare investimenti necessari per nuovi impianti col Patto di Stabilità.
Purtroppo la necessità di lasciare la Sala alle ore 23 ha impedito di proseguire ulteriormente il dibattito. E’ stato messo in evidenza come l’azione dei Comuni sia indispensabile per la Campagna Rifiuti Zero: la raccolta di firme e la sensibilizzazione dei cittadini non sarà sufficiente a determinare un’inversione di tendenza nella gestione dei rifiuti senza decisioni convinte e coraggiose da parte degli amministratori pubblici locali verso il riciclo e il recupero della materia.
Per iniziare i Comuni hanno ora la possibilità di aderire alla Campagna Rifiuti Zero con un odg; inoltre di aderire ad una proposta dei Comuni Virtuosi circa il rinnovo dell’Accordo ANCI-CONAI in scadenza in autunno per l’adeguamento dei contributi di conferimento delle frazioni differenziate che disincentivi gli imballaggi non riciclabili e finanzi i costi della raccolta differenziata.

Accordo ANCI-CONAI: proposta di delibera

Cliccando qui sotto, potete scaricare un modello – in diversi formati – di delibera di Giunta Comunale con cui il vostro Comune può aderire ufficialmente alla proposta di modifica dell’accordo ANCI-CONAI:

Attiviamoci tutti!

Accordo Anci-Conai, miniera o baratro?

Testa

In questi giorni l’Associazione dei Comuni Virtuosi è promotrice di una importante iniziativa per la riscrittura degli accordi tra l’associazione nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) ed il consorzio nazionale dei imballaggi (CONAI).

Al centro di questa campagna sta l’idea di spostare a favore dei Comuni una considerevole quantità di fondi per finanziare i sistemi di raccolta dei rifiuti.

Cliccando sul’immagine in alto potrete leggere la lettera che invita alla sottoscrizione dell’appello.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui.