Scarti organici delle cucine: dove finiscono?

 

Una qualificata delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti ha visitato a luglio il bio-digestore di Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense (nel 2016 ne ha trattate 17.280) e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) ed ora è stato chiesto il raddoppio.
L’organico conferito, dopo setacciatura per eliminare plastiche, inerti e metalli e mescolato con acqua, è avviato al serbatoio cilindrico (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, i batteri in assenza di ossigeno demoliscono le molecole organiche producendo biogas (metano e anidride carbonica) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).
Il biogas è ora usato come combustibile in un generatore di energia elettrica e calore e i fumi di combustione, prima dell’immissione in atmosfera, sottoposti a trattamenti per ridurre le emissioni inquinanti.
Positivo il nostro giudizio sulla modifica in attesa di VIA di raffinare il biogas in bio-metano da immettere in rete in sostituzione di metano fossile: il recupero di materia (gas metano), che evita importazioni o estrazione con dannose perforazioni o fracking, è meglio del recupero di energia elettrica che provoca inquinamento anche se rispetta i limiti.
Bene anche la scelta di produrre compost, che abbiamo ritirato per sperimentarlo: il digestato, dopo riduzione della percentuale d’acqua in cui è disciolto, è mescolato alla frazione verde triturata, e avviato al compostaggio a 60° in presenza di aria per 25 giorni: i batteri aerobi (respirano ossigeno) lo trasformano in compost, poi trasferito in un locale chiuso per la maturazione. Infine, il compost (ottimo ammendante agricolo, 7000 t finora) è setacciato e insaccato per la commercializzazione, iniziata da alcuni mesi.
Tutte le attività, dallo scaricamento dei camion che conferiscono l’umido in poi, avvengono all’interno di un edificio, dove l’aria carica di odori, è aspirata e convogliata a 3 grandi bio-filtri esterni di corteccia d’albero, dove le sostanze odorigene sono “mangiate” da microbi che ne riducono la concentrazione. E’ probabile che occorra ancora migliorare la prestazione dei bio-filtri.
Da quanto riscontrato dai colloqui coi tecnici, un grosso problema da risolvere è l’elevata presenza di scarti nel materiale in arrivo, pari al 23% in peso. Lo scarto è costituito da materiali non biodegradabili, fra cui sono presenti troppi sacchetti di plastica che causano diversi inconvenienti nella gestione dell’impianto.
Questo problema va risolto a monte. Il nostro parere, come GCR, è che la raccolta della frazione organica umida nel savonese non avviene ancora ovunque con metodi appropriati: solo con la raccolta domiciliare (Porta a Porta) si riesce a responsabilizzare i cittadini e quindi a migliorare i conferimenti. Pertanto, in tutti i Comuni occorre abbandonare rapidamente l’uso dei cassonetti stradali per migliorare drasticamente la qualità dell’organico separato e ridurre al 2% gli scarti, come in media nelle raccolte “porta a porta” in Italia.
L’uso improprio di sacchetti di polietilene (plastica non biodegradabile ancora in circolazione) è deleterio. Nella plastica l’organico non traspira, mentre nella carta o nel materbi compostabili l’acqua evapora: quindi minori disagi durante lo stoccaggio domestico e nei punti di raccolta e anche minori costi di conferimento (si paga in base al peso del carico in arrivo), e di trattamento (meno odori molesti).
Per una valutazione più documentata, GCR, ha richiesto a Ferrania altri dati non ancora pervenuti: produzione annua biogas e risultati analisi: fumi, aria dei bio-filtri, compost, materiali in arrivo. Inoltre le quantità di frazioni organiche e verdi conferite dalle varie aziende di raccolta e dai vari comuni.
Con una adeguata documentazione sarà possibile un lavoro congiunto per favorire una buona gestione nel savonese della frazione organica, finora del tutto assente.

Il primo Bio-digestore in Liguria

Il 5 luglio 2017 una delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti si è recata in visita al bio-digestore della Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) del savonese. La superficie totale è 20.000 metri quadrati (2 ettari). E’ stato chiesto il raddoppio a 60.000 t/a. Occupa 10 persone, la manutenzione è esterna. Il costo di conferimento a carico dei Comuni è 85 € a tonnellata, in linea con i costi in impianti simili.
La frazione organica conferita all’impianto, dopo un trattamento di setacciatura con una serie di macchine per eliminare plastiche, inerti e metalli, è mescolata e, con aggiunta di acqua (sistema ad umido), è avviata al serbatoio di 6.000 metri cubi (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, con un continuo mescolamento e riscaldamento della massa, una popolazione di batteri inoculata, in assenza di ossigeno, demolisce le molecole organiche producendo biogas (composto da metano e anidride carbonica, con tracce di composti organici solforati) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).

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Privatizzazione di AMIU a Genova

Osservazioni per punti sulla Delibera di Giunta del Comune di Genova di Mauro Solari del Coordinamento ligure GCR

tursi_2_5Esiste la necessità di dotare la Città Metropolitana di Genova dell’impiantistica necessaria per una gestione dei rifiuti basata su raccolta differenziata spinta e recupero di materia come previsto dalle direttive CEE. AMIU come azienda in- house del Comune di Genova può essere il soggetto attuatore di tale gestione in ambito metropolitano.

 A fronte di questa necessità:

il Comune ha scelto politicamente la strada della ricerca di un partner nel capitale sociale di AMIU facendo venire meno la caratteristica di azienda “in house”. Ciò è in contrasto con risultato del referendum 2011 che ha visto gli italiani esprimersi per mantenere sotto controllo pubblico i servizi pubblici come l’acqua, i trasporti locali e la gestione dei rifiuti.

 – quella della partnership non era l’unica soluzione per trovare le risorse economiche e gestionali come per altro chiaramente indicato nel piano industriale di AMIU del settembre 2014 pag. 127

 La delibera in oggetto appare connotata da una profonda illogicità, infatti:

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COP 21 decalogo sul consumo di energia

DECALOGO SUL CONSUMO DI ENERGIA

  1. Per spostarti preferisci mezzi pubblici o bici, limitando al minimo uso di auto o moto. Lascia che i tuoi figli usino il bus scolastico e falli camminare, evita di accompagnarli in auto.
  2. Modera la temperatura del riscaldamento in casa: riducendola da 20° a 18° diminuisci i consumi e quindi le emissioni di CO2 e la bolletta! Se fa troppo caldo: chiudi i termosifoni invece di aprire finestre.
  3. Per rinfrescare d’estate non usare condizionatori ma ventilatori, limita l’irraggiamento solare con tende e protezioni, apri le finestre di notte per ventilare con aria più fresca.
  4. Cambia fornitore di elettricità per finanziare fonti alternative e sostenibili (fotovoltaico, microeolico, piccolo idroelettrico): così eviterai di finanziare centrali a carbone.
  5. Pianta alberi e coltiva piante ovunque puoi: catturano CO2 dall’atmosfera, usano il carbonio per nutrirsi e restituiscono ossigeno, disgregano le sostanze inquinanti.
  6. Separa i rifiuti organici (scarti di cucina o umido) per il compostaggio: così si recupera materia (il carbonio torna alla terra e la migliora) e si riducono i rifiuti in discarica e si contrasta il dissesto idrogeologico.
  7. Fai la raccolta differenziata dei rifiuti! Separa carta, plastica, vetro e altre frazioni, così andranno alle industrie di riciclo e non agli inceneritori o in discarica.
  8. Nei tuoi acquisti, fai attenzione alle certificazioni ambientali! puoi acquistare prodotti amici dell’ambiente che usano materie prime sostenibili e non richiedono lunghi trasporti.
  9. Installa impianti solari sul tuo tetto! con il solare fotovoltaico avrai elettricità, con il solare termico acqua calda tutto l’anno, aiutando ambiente e portafoglio.
  10. Informati sui tuoi diritti, sugli impatti delle tue azioni, sulle iniziative del tuo territorio, sui tuoi doveri, per aiutare l’ambiente, che è la nostra casa.

PRESIDIO ENERGIA  SAVONA 29-11-15  MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA

17 gennaio 2015: Via ai banchetti informativi della Campagna Compostiamoci Bene a Sanremo e Imperia

Logo_Compostiamoci_bene_faccettaSabato 17 gennaio 2015 a Sanremo e Imperia partiranno i banchetti informativi per il compostaggio e per impianti di compostaggio locali. Sanremo Sostenibile e m’IMporta hanno entrambi aderito alla Campagna Compostiamoci Bene e ne promuoveranno i punti principali.

Sanremo Sostenibile organizza i banchetti nei sabati: 17 – 24 gennaio in P.zza Colombo e 31 gennaio 7 febbraio in Via Escoffier. Ai banchetti vi sarà la possibilità di informare i cittadini sulle pratiche del compostaggio domestico, sia quello tradizionale fatto da chi ha uno spazio esterno dove mettere la compostiera, che quello “da balcone” che può praticare chiunque, perché la piccola compostiera può trovare spazio in casa, sul balcone, dove si vuole. Chiaramente Sanremo Sostenibile punta a incentivare molto il secondo, perché potrebbe veramente allargare in modo sensibile questa pratica e quindi portare ad una sensibile riduzione dei rifiuti. Al banchetto ci sarà materiale divulgativo da distribuire ai cittadini, ma anche le compostiere da fare vedere e “toccare”. Al banchetto si farà infine una raccolta firme (e così anche nelle altre città della Provincia) per richiedere al Comune la creazione di un impianto di compostaggio aerobio comunale.

m’IMporta partirà sabato 17 gennaio con il primo banco informativo presso Piazza San Giovanni di Imperia per sapere di più sulla separazione dell’organico ed il compostaggio. I banchetti informativi dureranno cinque giornate, precisamente 17, 24 e 31 gennaio, 7 e 14 febbraio 2015. Ogni giornata sarà dedicata ad un tema specifico riguardante la problematica dei rifiuti, verranno affrontati tutti gli aspetti rilevanti delle seguenti componenti: organico (umido), plastica, carta, vetro e rifiuti speciali, riuso e riduzione. Non si tratterà di comizi all’aria aperta, bensì lo staff si renderà disponibile a rispondere a dubbi e/o perplessità e tenterà di informare la cittadinanza per regalare ad ognuno un qualcosa di impagabile: maggior consapevolezza e coscienza ambientale. Ogni sabato il banco sarà presente dalle ore 10 alle 12:30, si fornirà materiale informativo sull’ecosostenibilità, sul progetto m’IMporta e le iniziative, ma soprattutto si offrirà la possibilità di creare un dibattito, di scambiarsi opinioni e conoscenze. Sabato 17 gennaio si parlerà di come separare l’organico e dell’autocompostaggio, per non sciupare niente ed ottenere un potente fertilizzante naturale (compost) sfruttando i cicli naturali della natura. Si parlerà della Campagna Compostiamoci Bene – alla quale m’IMporta ha aderito – che promuove la pratica di autocompostaggio con sconti sulle tasse e la creazione di centri di compostaggio locali.