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Osservazioni del GCR Liguria alla VAS regionale sui Piani Provinciali per i rifiuti

Trovate QUI sul nostro blog le nostre osservazioni relativi ai Piani Provinciali in materia di gestione dei rifiuti espresse durante la procedura di Valutazione Ambientale Strategia a cura della Regione Liguria.

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Quanti pianeti per i nostri consumi?

recupero materia

“Il nostro programma di lavoro che suggerisco nel contratto da offrire agli italiani: una legge verso #RifiutiZero. Viva il nostro Pianeta”.

Rossano Ercolini @zerowasteitaly al #sum2 di Ivrea.
L’intervento.

La strada giusta per sfalci e potature

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Grazie al M5S l’Italia restituisce al compostaggio gli sfalci e le potature
https://www.dariotamburrano.it/sfalci-potature-eu-pilot-2017-9180-envi/

la direttiva europea sui rifiuti prescrive che sfalci e potature vadano al compostaggio, mentre con il cosiddetto “collegato agricoltura” del 2016 era diventato possibile bruciarli come biomassa a fini energetici, per produrre elettricità.

E noi sappiamo quanto il recupero di materia sia superiore al recupero di energia, da molti punti di vista: economico, ambientale, sanitario.

Presentazioni VAS piani provinciali (1)

Il 3 ottobre la riunione presso la provincia di Imperia è stata proficua per la possibilità  di fare domande ed esprimere il parere del coordinamento ligure GCR..

Sull’impianto “unico” di Colli abbiamo osservato che è necessario inserire anche nel piano la previsione di produrre bio-metano raffinando il biogas prodotto dal bio-digestore (prevista già nel progetto dell’impianto).

Soprattutto abbiamo sottolineato nel TMB la bontà del recupero di materia dal RUR (indifferenziata) escludendo la produzione di CSS, secondo noi di GCR anti-economica e anti-ambientale perché distrugge materia per produrre energia elettrica e produce fumi e ceneri inquinanti dannose per la salute.

Le risposte in merito di 2 funzionari della regione presenti (Oteri e Barone) non sono state rassicuranti: hanno confermato la loro convinzione di dover scegliere CSS perché così diminuirebbero i conferimenti in discarica, così ha detto il ministero dell’ambiente e poi le materie seconde non avrebbero più mercato, le imprese di riciclo non le acquistano più.

Abbiamo poi chiesto chiarimenti sugli standard tecnici previsti per i capitolati di gara: sarà obbligatorio prevedere porta a porta e tariffa puntuale dal 2021.

 

Scarti organici delle cucine: dove finiscono?

 

Una qualificata delegazione di WWF e Coordinamento ligure Gestione Corretta dei Rifiuti ha visitato a luglio il bio-digestore di Ferrania Ecologia Srl a Cairo Montenotte (Savona).
L’impianto, primo in Liguria, è in funzione da marzo 2016 per trattare 30.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata, provenienti da cucine e mense (nel 2016 ne ha trattate 17.280) e 15.000 t/a di verde (sfalci e potature) ed ora è stato chiesto il raddoppio.
L’organico conferito, dopo setacciatura per eliminare plastiche, inerti e metalli e mescolato con acqua, è avviato al serbatoio cilindrico (digestore anaerobico), dove a 42° per 28 giorni, i batteri in assenza di ossigeno demoliscono le molecole organiche producendo biogas (metano e anidride carbonica) e digestato (prodotto solido disperso in acqua).
Il biogas è ora usato come combustibile in un generatore di energia elettrica e calore e i fumi di combustione, prima dell’immissione in atmosfera, sottoposti a trattamenti per ridurre le emissioni inquinanti.
Positivo il nostro giudizio sulla modifica in attesa di VIA di raffinare il biogas in bio-metano da immettere in rete in sostituzione di metano fossile: il recupero di materia (gas metano), che evita importazioni o estrazione con dannose perforazioni o fracking, è meglio del recupero di energia elettrica che provoca inquinamento anche se rispetta i limiti.
Bene anche la scelta di produrre compost, che abbiamo ritirato per sperimentarlo: il digestato, dopo riduzione della percentuale d’acqua in cui è disciolto, è mescolato alla frazione verde triturata, e avviato al compostaggio a 60° in presenza di aria per 25 giorni: i batteri aerobi (respirano ossigeno) lo trasformano in compost, poi trasferito in un locale chiuso per la maturazione. Infine, il compost (ottimo ammendante agricolo, 7000 t finora) è setacciato e insaccato per la commercializzazione, iniziata da alcuni mesi.
Tutte le attività, dallo scaricamento dei camion che conferiscono l’umido in poi, avvengono all’interno di un edificio, dove l’aria carica di odori, è aspirata e convogliata a 3 grandi bio-filtri esterni di corteccia d’albero, dove le sostanze odorigene sono “mangiate” da microbi che ne riducono la concentrazione. E’ probabile che occorra ancora migliorare la prestazione dei bio-filtri.
Da quanto riscontrato dai colloqui coi tecnici, un grosso problema da risolvere è l’elevata presenza di scarti nel materiale in arrivo, pari al 23% in peso. Lo scarto è costituito da materiali non biodegradabili, fra cui sono presenti troppi sacchetti di plastica che causano diversi inconvenienti nella gestione dell’impianto.
Questo problema va risolto a monte. Il nostro parere, come GCR, è che la raccolta della frazione organica umida nel savonese non avviene ancora ovunque con metodi appropriati: solo con la raccolta domiciliare (Porta a Porta) si riesce a responsabilizzare i cittadini e quindi a migliorare i conferimenti. Pertanto, in tutti i Comuni occorre abbandonare rapidamente l’uso dei cassonetti stradali per migliorare drasticamente la qualità dell’organico separato e ridurre al 2% gli scarti, come in media nelle raccolte “porta a porta” in Italia.
L’uso improprio di sacchetti di polietilene (plastica non biodegradabile ancora in circolazione) è deleterio. Nella plastica l’organico non traspira, mentre nella carta o nel materbi compostabili l’acqua evapora: quindi minori disagi durante lo stoccaggio domestico e nei punti di raccolta e anche minori costi di conferimento (si paga in base al peso del carico in arrivo), e di trattamento (meno odori molesti).
Per una valutazione più documentata, GCR, ha richiesto a Ferrania altri dati non ancora pervenuti: produzione annua biogas e risultati analisi: fumi, aria dei bio-filtri, compost, materiali in arrivo. Inoltre le quantità di frazioni organiche e verdi conferite dalle varie aziende di raccolta e dai vari comuni.
Con una adeguata documentazione sarà possibile un lavoro congiunto per favorire una buona gestione nel savonese della frazione organica, finora del tutto assente.

Incontro coi candidati Sindaco a Genova

Sabato 27 maggio al Palazzo Ducale di Genova si è svolto l’incontro pubblico organizzato dal coordinamento ligure GCR coi candidati Sindaco alle prossime elezioni dell’11 giugno al comune di Genova.

I 7 candidati erano stati invitati per esprimersi sulla traccia di programma indicata dal coordinamento GCR. Qui un ampio resoconto con video degli interventi.

http://www.fivedabliu.it/2017/05/31/rifiuti-zero-le-proposte-del-gcr-ai-candidati-sindaco/

Alternative concrete a privatizzazione di AMIU

 

Giovedì 23 marzo presso il Palazzo Ducale di Genova si è tenuto il convegno indetto dal Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti (GCR). All’incontro erano presenti quattro aziende locali di impiantistica industriale del settore trattamento rifiuti (bio-digestione della frazione organica, recupero di metano dal biogas, compostaggio, trattamento a freddo dell’indifferenziata per recupero materia).

 

L’obiettivo era un confronto con le aziende per verificare la praticabilità delle proposte fatte dal coordinamento GCR al Consiglio Comunale di Genova in merito all’aggregazione AMIU-IREN.

 

Riteniamo infatti che l’aggregazione sia interessante solo per IREN che, aggiudicandosi un altro monopolio nel campo dei servizi pubblici, avrà un’ulteriore possibilità di aumentare i propri utili a spese della tariffa pagata dagli utenti, come già sperimentato nel settore dell’acqua a Genova e negli altri territori conquistati (Piemonte ed Emilia); col vantaggio inoltre di poter rifornire i propri inceneritori di Torino, Parma e Piacenza.

 

AMIU non avrebbe alcun vantaggio ad essere assorbita; neppure lo avrebbe il servizio di raccolta rifiuti per gli abitanti di Genova, che richiede invece per essere efficiente la costruzione di nuovi impianti necessari per una gestione virtuosa e previsti dal Piano rifiuti di Città Metropolitana.  

 

L’incontro con le aziende del settore, molto interessante e utile per l’esame di aspetti tecnici, economici, amministrativi, ha chiarito che sono realizzabili e normalmente usate da amministrazioni pubbliche, modalità diverse per dotarsi degli impianti. Sono possibili finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti (BEI), sistemi di tipo ESCO, project financing. Queste procedure prevedono che le aziende progettino, costruiscano, e poi gestiscano gli impianti affiancandosi per un certo periodo ad AMIU, consentendone la formazione del personale e garantendo la qualità degli impianti.

 

Ribadiamo quindi la nostra richiesta al Consiglio comunale di Genova di confermare AMIU come azienda in house, prolungando il contratto di servizio per almeno 12 anni: la gara non è obbligatoria, come afferma la sentenza di marzo 2016 del Consiglio di Stato (la legislazione europea ed italiana non obbligano alle gare, il comune ha il potere di scegliere).

 

Genova, 24 marzo 2017

 

Coordinamento Ligure per la Gestione Corretta dei Rifiuti (GCR)

 

Comitato Genovese Acqua Bene Comune