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Presentazioni VAS piani provinciali (2)

Molto utile la nostra presenza come coordinamento ligure GCR a Genova alla presentazione dei piani d’area per provincie Genova, Savona, La Spezia martedì 31 ottobre. Siamo intervenuti con osservazioni e domande sostanziose.

Abbiamo riproposto, come ad Imperia, la questione della produzione di CSS: scelta imposta dalla Regione alle 3 Province che l’avevano esclusa (IM, SV, GE). Per noi è una soluzione sbagliata ad un giusto problema: la riduzione dello smaltimento in discarica.
Produrre CSS dal RUR ha infatti effetti collaterali: a causa della rigidità degli impianti deprime la RD e soprattutto la riduzione di rifiuti, perché c’è interesse ad avere quantità garantite di indifferenziata per circa 20anni.
Ci è stato promesso l’invito ad un tavolo tecnico, ed è confermata l’inchiesta pubblica che avevamo chiesto insieme al WWF. Abbiamo ribadito la nostra disponibilità a collaborare con le Amministrazioni pubbliche, portando la nostra esperienza di strategia verso rifiuti zero.download

Quale programma per gestione rifiuti a Genova?

 

Traccia di programma che proponiamo a tutte le liste candidate per le elezioni al comune di Genova

 

Il programma si basa sulla strategia “rifiuti zero”, che ha come obiettivo una economia circolare, e prevede l’impegno nella realizzazione del Piano Metropolitano congruente a questi principi (non si accettano modifiche a tale piano di una RD sotto il livello minimo di legge 65% o produzione di CSS).

 

            1.      perseguire la riduzione dei rifiuti alla fonte, quindi dare ampio respiro a tutte le iniziative:      compostaggio domestico e di comunità, sconti ad esercenti per vendere prodotti sfusi (detergenti, cereali, vino, bevande…), consumo di acqua del rubinetto e uso di stoviglie biodegradabili nelle mense e nelle sagre, …

 

2.      facilitare il riuso e la diffusione di esperienze già esistenti di intercettazione e riparazione o smontaggio di ingombranti, attrezzature, elettrodomestici e RAEE, che riducono ulteriormente la produzione di rifiuti, educando i cittadini a sottrarsi all’usa e getta e creando posti di lavoro

 

 3.      puntare su raccolta differenziata spinta degli scarti post consumo, finalizzata al recupero di materia seconda per il riciclo, con metodi il più possibile condivisi con i cittadini e i lavoratori AMIU, porta a porta ovunque possibile e introduzione tariffa puntuale per incentivare riduzione del RUR dei cittadini virtuosi

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Gli occhiali di Doria per capire AMIU e Genova

 

IL MATRIMONIO AMIU-IREN: un mare di falsità dalla Giunta Doria

Comunicato stampa 22-4-17 

 

1) La chiusura di Scarpino ha provocato un extra-costo di 28 milioni €/a per trasporto e smaltimento fuori regione: FALSO

 

28 milioni di euro è l’attuale costo di smaltimento fuori regione, pari a 140 € per ognuna delle 200.000 tonnellate trattate, a fronte di un costo medio di 60 €/t del “normale” conferimento a Scarpino prima della chiusura. Pertanto il costo aggiuntivo è 16 milioni di euro/anno, circa il 10% della attuale TARI. Tale costo graverà sulla TARI per almeno 4 anni, necessari per autorizzazioni e realizzazione degli impianti previsti dal Piano Metropolitano

 

 

 

2) I costi per la bonifica di Scarpino e per conferire organico in impianti di compostaggio fuori regione dovranno gravare sulla TARI: FALSO

 

La chiusura di Scarpino (discarica per 200.000 t/a di rifiuti indifferenziati) e dell’impianto di compost in Val Varenna (9.000 t/a di organico) fu causata da gravi eventi meteorologici. Il Comune avrebbe dovuto chiedere un risarcimento danni, da usare per contenere il percolato di Scarpino e per trasferire in altro sito più sicuro l’impianto di compostaggio, che avrebbe potuto trattare tutto l’organico raccolto nei quartieri genovesi (120.000 abitanti) con raccolta porta a porta. I costi devono essere ripagati da fiscalità nazionale

 

 

 

3) Solo la realizzazione dei nuovi impianti di trattamento ridurrà gli extra-costi: FALSO

 

Gli extra-costi si possono ridurre in modo significativo e più rapidamente con politiche di 

 

incentivi per diminuire alla fonte la produzione di rifiuti (che azzerano i costi di trasporto e smaltimento) e con i ricavi derivanti dalla vendita dei materiali differenziati, in media 39€/t (dati AMIU).

 

In emergenza discarica si doveva subito dare priorità a queste scelte con una politica di incentivi simile a quella già adottata per promuovere il compostaggio domestico: sconti sulla TARI a fronte di autocertificazioni di pratiche documentabili (recupero di alimenti in scadenza, uso di pannolini lavabili, abolizione stoviglie “usa e getta”, offerta di acqua del rubinetto e bevande alla spina nella ristorazione…).

 

Una riduzione del 10% dei rifiuti ci farebbe risparmiare 3 milioni €/a.

 

Un raddoppio dell’attuale raccolta differenziata (da 33% al 66%) darebbe ricavi di circa 8 milioni €/a. L’effetto combinato (11 milioni) coprirebbe in gran parte gli extra-costi.

 

 

 

4) La raccolta differenziata non può superare il 57% nelle città (Milano 54%, Brescia 57%, Torino 43%): FALSO

 

Con il metodo Porta a Porta, adottato in 2 quartieri genovesi (Quarto Alto, Colle degli Ometti, circa 2.000 famiglie) la RD ha raggiunto rapidamente l’84%. E altre 60.000 famiglie sono in attesa del porta a porta, in base al progetto CONAI, bloccato quando IREN è entrata in pista.

 

Le città citate con RD inferiori al 65%, sono quelle dotate di inceneritori, la cui alimentazione disincentiva politiche di riduzione e RD spinta. Nelle città dove si è scelto il Porta a Porta (Trento, Treviso, Perugia, Olbia) si è sempre superato il 65%. Significativo l’80% a Parma nonostante inceneritore, grazie a virtuosa volontà politica della Giunta.

 

       

 

5) Il contratto di servizio con AMIU scade nel 2020 e senza IREN si deve andare a gara:

 

FALSO: il Consiglio di Stato chiarisce con sentenza che i Comuni sono liberi di conferire il servizio in house senza gara. Scelta fatta a Forli, dove 15 comuni sui 30 della provincia, hanno deciso di non rinnovare il contratto di servizio a Hera, una delle 4 maggiori multi-utility, e di gestire i rifiuti in house. 

 

Il Comune di Genova può deliberare di rinnovare il contratto con AMIU per almeno12 anni.

 

In questo modo AMIU può accedere a finanziamenti per realizzare gli impianti e, con i ricavi derivanti dalla vendita di biometano, compost, metalli, carta e cartone, polimeri potrà estinguere il debito.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo matrimonio non s’ha da fare

 

RICHIESTA TAVOLO TECNICO E MORATORIA DELIBERA

 

Il Sindaco Doria afferma nella sua intervista che, senza l’aggregazione con IREN, AMIU non sopravviverà e la TARI aumenterà del 20%. Ci sentiamo in dovere di fare alcune considerazioni:

 

Il Sindaco sembra non aver capito che gli scarti dei genovesi (carta e cartone, plastica, organico, apparecchi elettrici e cellulari, …) hanno un elevato valore commerciale se vengono raccolti separatamente.

 

Inoltre il primo e più urgente interesse dei genovesi è ridurre alla fonte la produzione di scarti con scelte intelligenti del Comune: ma l’interesse di Iren, di continuare ad avere molti rifiuti irrecuperabili per i propri “termovalorizzatori” a Torino e Parma, è in grave contrasto con questo obiettivo di economia circolare indicato dalla Commissione europea.

 

Cittadini e amministratori genovesi potrebbero anche trovarsi a pagare ulteriori multe per aver conferito nell’inceneritore di Torino, che ha ampliato la propria capacità senza le necessarie autorizzazioni. Quindi non sarebbe saggio regalare la nostra ricchezza a chi, come IREN, sa solo fare, come spa multi-utility, facili affari, anche contro i comuni suoi azionisti: recupera energia dai rifiuti con spese a carico di famiglie ed aziende, distribuisce utili elevati, trascura manutenzione reti idriche, accumula debiti. Una azienda si può considerare pubblica quando agisce nell’interesse del territorio e dei cittadini, non quando il suo capitale è posseduto in parte da Comuni che incassano dividendi.

La crisi di AMIU non nasce oggi, ma da mancate scelte del passato. Se oggi Scarpino è chiusa lo si deve a due fattori: la scelta del 1968 di realizzare la discarica in una località inadatta, “i laghetti”, ma soprattutto non aver mai costruito gli impianti obbligatori di separazione secco-umido, con conseguenti emissioni incontrollate di percolato per decenni nei corsi d’acqua e nelle falde. Nel 2008 la Commissione Comunale aveva indicato come prioritaria la realizzazione dell’impianto di separazione. Ma negli anni di gestione del presidente Casale nulla è stato fatto, neppure iniziare le pratiche amministrative.

 

Nessuno ha pagato per questa omissione: forse una crisi AMIU avrebbe facilitato la fusione con IREN?

 

Non è vero che oggi non vi siano alternative; nello stesso piano industriale AMIU 2014 si indicavano altre strade: reperimento per la messa in sicurezza di Scarpino di altre fonti di finanziamento quali i fondi europei, FSC in particolare, come scritto nell’accordo sindacale del 29-7-16, o fondi ministeriali o ancora la Cassa Depositi e Prestiti.

 

Questa strada non è stata poi seguita, neppure in seguito a ripetute richieste in consiglio comunale di analisi di alternative finanziarie, come non è mai stata chiesta l’emergenza ambientale e idrogeologica per risanare Scarpino. Forse perché ciò non avrebbe giustificato l’aggregazione con IREN?

 

Ora, se le banche non concedono ulteriori crediti ad AMIU, visti i costi di messa in sicurezza di Scarpino, allora perchè escludere un’altra strada: fare bandi riservati a società di impiantistica industriale per la realizzazione degli impianti di: 1) selezione e recupero materia seconda 2) digestione con recupero metano e successivo compostaggio? Si chiede di costruire gli impianti con recupero dell’investimento in 15 anni, con eventuale condizione di assumere manodopera e tecnici AMIU. Gli impianti producono utili, non sono solo un costo! Abbiamo difficoltà a capire per quale motivo un finanziamento su progetto possa essere usato per continuare a danneggiare la città cementificandola, ma non in questo caso.

 

Per tutti questi motivi siamo a fianco dei lavoratori AMIU, dei gruppi di difesa ambientale e di tutti i cittadini e i consiglieri che si dichiarano contrari all’ipotesi di privatizzazione.

 

Per questo proponiamo al Consiglio Comunale la sospensione della delibera e l’istituzione di un tavolo tecnico per elaborare un progetto condiviso.

 

 6 febbraio 2017 Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti

 

 

 

SERR 2015 (settimana europea riduzione rifiuti) scadenza 12 novembre

Da Roberto Cavallo:

Cari tutti, provo a usare i social come social: una fusione tra sociologia e tecnologia.
Qualche mese fa (era agosto) tantissimi mi hanno scritto indignati per un decreto del Minambiente che prevedeva la costruzione di 12 inceneritori. Non torno sul merito.
Vi chiedo però di dimostrare a voi stessi che quegli inceneritori non servono senza aspettare che qualcuno decida dall’alto.
Lo possiamo fare approfittando della SERR dal 21 al 28 novembre prossimi.
E’ sufficiente prendere un impegno (incominciare a fare il compostaggio domestico, andare a fare la spesa con una borsa riutilizzabile, scambiare vestiti o oggetti che non si utilizzano più, far riparare un oggetto, dire no alla pubblicità anonima in buca, mille e un’idea) e iscriverlo per dare un segno concreto che ci impegniamo nel quotidiano.
So che è più facile lamentarsi, criticare, ma proviamo ad applicare la teoria del Colibrì che porta la sua goccia per spegnare il fuoco.
Siete più di 2mila ai quali questo messaggio passerà sotto gli occhi. C’è chi lo leggerà, chi lo scorrerà in qualche secondo. Se ciascuno lo condivide, considerando una media di 500 nuovi contatti, diventeranno 1 milione le persone che leggeranno.
Se anche solo il 10% iscrive il proprio impegno e quell’impegno contribuisse a risparmiare anche solo 1 chilo di rifiuti al giorno per ciascuno per tutta la settimana significherebbe spegnere un inceneritore.
Altro che goccia!
E allora? Cosa aspettate??
Condividete ed iscrivete la vostra azione su http://www.menorifiuti.org/istruzioni-serr-2015/
La scadenza è stata prorogata al 12 novembre: c’è ancora tempo!
Fatemi vedere come cresce il contatore delle azioni!!!