Posts Tagged ‘RUR’

Presentazioni VAS piani provinciali (2)

Molto utile la nostra presenza come coordinamento ligure GCR a Genova alla presentazione dei piani d’area per provincie Genova, Savona, La Spezia martedì 31 ottobre. Siamo intervenuti con osservazioni e domande sostanziose.

Abbiamo riproposto, come ad Imperia, la questione della produzione di CSS: scelta imposta dalla Regione alle 3 Province che l’avevano esclusa (IM, SV, GE). Per noi è una soluzione sbagliata ad un giusto problema: la riduzione dello smaltimento in discarica.
Produrre CSS dal RUR ha infatti effetti collaterali: a causa della rigidità degli impianti deprime la RD e soprattutto la riduzione di rifiuti, perché c’è interesse ad avere quantità garantite di indifferenziata per circa 20anni.
Ci è stato promesso l’invito ad un tavolo tecnico, ed è confermata l’inchiesta pubblica che avevamo chiesto insieme al WWF. Abbiamo ribadito la nostra disponibilità a collaborare con le Amministrazioni pubbliche, portando la nostra esperienza di strategia verso rifiuti zero.download

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Presentazioni VAS piani provinciali (1)

Il 3 ottobre la riunione presso la provincia di Imperia è stata proficua per la possibilità  di fare domande ed esprimere il parere del coordinamento ligure GCR..

Sull’impianto “unico” di Colli abbiamo osservato che è necessario inserire anche nel piano la previsione di produrre bio-metano raffinando il biogas prodotto dal bio-digestore (prevista già nel progetto dell’impianto).

Soprattutto abbiamo sottolineato nel TMB la bontà del recupero di materia dal RUR (indifferenziata) escludendo la produzione di CSS, secondo noi di GCR anti-economica e anti-ambientale perché distrugge materia per produrre energia elettrica e produce fumi e ceneri inquinanti dannose per la salute.

Le risposte in merito di 2 funzionari della regione presenti (Oteri e Barone) non sono state rassicuranti: hanno confermato la loro convinzione di dover scegliere CSS perché così diminuirebbero i conferimenti in discarica, così ha detto il ministero dell’ambiente e poi le materie seconde non avrebbero più mercato, le imprese di riciclo non le acquistano più.

Abbiamo poi chiesto chiarimenti sugli standard tecnici previsti per i capitolati di gara: sarà obbligatorio prevedere porta a porta e tariffa puntuale dal 2021.

 

Sotto il muro dei 100 chili in Lombardia

La Rete Rifiuti Zero Lombardia insieme al Movimento nazionale Legge Rifiuti Zero ha lanciato nel 2014 la campagna: “Sotto il muro dei 100 kg: Comuni verso Rifiuti Zero”, con la volontà di richiamare l’attenzione degli Amministratori lombardi sulla quantità di rifiuti urbani residui che ogni cittadino produce in un anno (RUR pro-capite o indifferenziata media).

L’anno scorso il vincitore assoluto era stato il Comune di Bianzano, (che nel frattempo è diventato, con delibera di Consiglio Comunale e istituzione di un osservatorio RZ un Comune Rifiuti Zero) e a Cassano Magnago era stato conferito l’attestato per la categoria dei comuni sopra i 20.000 abitanti.

Attraverso l’elaborazione dei dati ARPA Lombardia anno 2014 sui 1.546 Comuni della Regione sono stati individuati anche quest’anno i comuni più virtuosi:

S.Giovanni del Dosso (Mn) con 29 Kg/ab*anno di rifiuto indifferenziato, Sustinente (Mn)  33  “”, Bianzano (Bg) 37  “”, Suzzara (Mn) 51  “”, Cassano Magnago (Va)  62  “”

Il premio servirà soprattutto per evidenziare i motivi del successo dei 5 comuni, quindi metodologie di raccolta e buone pratiche che hanno permesso il risultato e sarà anche occasione di confronto fra i comuni sulla gestione dei rifiuti.

Per dare più risalto alla campagna quest’anno abbiamo ottenuto che la premiazione dei comuni avvenga in Regione Lombardia alla presenza dellAssessore Regionale all’Ambiente Claudia Maria Terzi e del nostro Enzo Favoino il 17 marzo 2016.

Estenderemo l’invito anche ai gestori delle cinque amministrazioni.

Un saluto, Patrizia Teoldi

Art. 35 “SBLOCCA ITALIA” : come si attua?

Segnalo lo Schema di Decreto applicativo dell’art. 35 dello “sblocca-Italia”, ove vengono artificiosamente (ed in modo inaccettabile) calcolate e tabellate le necessità di nuovi inceneritori. Iniziamo a strutturare la nostra controffensiva ed articolare i nostri ragionamenti. Ci sono amplissime argomentazioni avverse al modo in cui lo schema di decreto è stato predisposto. Facciamone buon uso.

Lo schema può essere reperito ad es. al seguente link: http://www.liberatiumbria.it/wp-content/uploads/2015/08/3423-incenerimento-rifiuti-documento-e-riunione-9-9-15.pdf

Riporto una prima valutazione.

Lo schema di decreto è costruito in modo da valutare le “necessità di ulteriore capacità di incenerimento” nelle diverse aree.

Un documento irricevibile:

  1. presuppone che il rifiuto urbano residuo (RUR) debba comunque passare attraverso sistemi di trattamento termico (incenerimento ed affini). E’ non c’è niente, niente, NIENTE che attesti un tale obbligo nelle Direttive UE, citate a sproposito e capziosamente in diverse parti del Documento, quasi a giustificare che una tale strategia scellerata sia imposta dalle strategie comunitarie. Non è così, e sfido Ministro e tecnici a confrontarsi su questo assunto scellerato.
  2. nel merito tecnico, tanti passaggi di calcolo sono assolutamente errati, artificiosamente errati, ed al solo scopo strumentale di massimizzare le necessità di ulteriore incenerimento. ad esempio:

si assume il conseguimento del 65% di RD (e non un decimo di percentuale di più, come se tale livello fosse insuperabile, l’orlo del burrone e non la porta per ulteriori scenari virtuosi, basati su RD porta a porta e tariffazione puntuale!) – non si tiene conto di quei Piani Regionali che già da tempo prevedono comunque obiettivi di RD superiori, ed in certi casi (es. Veneto) marcatamente superiori: le Regioni verranno costrette a rivederli al ribasso?

– si assume una produzione del 65% di CSS dagli impianti di pretrattamento (dato artificiosamente al rialzo, rispetto alla realtà degli stessi impianti di preparazione CDR/CSS che noi combattiamo)

non si prevedono assolutamente scenari operativi alternativi, come gli impianti a freddo con recupero di materia, che non solo sono praticabili e praticati, ma si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Italia

Ma soprattutto, non si prendono neanche in minima considerazione gli scenari incrementali di recupero materia attualmente in discussione a livello UE, nel corso del dibattito sulla “Economia Circolare”, e che con ogni probabilità porteranno ad un aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all’attuale 50%, assunto dallo Schema di Decreto). Orbene, qualcuno ci dovrà spiegare come la cosa potrà coesistere con una situazione ad infrastrutturazione “pesante” mediante impianti che richiedono alimentazione con flussi di RUR garantiti per 20-30 anni.

Nessun Ministro, e nessun Paese UE, era mai arrivato ad individuare un obbligo di incenerimento del RUR. Galletti, evidentemente mal consigliato, si è spinto a tanto.