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Presentazioni VAS piani provinciali (1)

Il 3 ottobre la riunione presso la provincia di Imperia è stata proficua per la possibilità  di fare domande ed esprimere il parere del coordinamento ligure GCR..

Sull’impianto “unico” di Colli abbiamo osservato che è necessario inserire anche nel piano la previsione di produrre bio-metano raffinando il biogas prodotto dal bio-digestore (prevista già nel progetto dell’impianto).

Soprattutto abbiamo sottolineato nel TMB la bontà del recupero di materia dal RUR (indifferenziata) escludendo la produzione di CSS, secondo noi di GCR anti-economica e anti-ambientale perché distrugge materia per produrre energia elettrica e produce fumi e ceneri inquinanti dannose per la salute.

Le risposte in merito di 2 funzionari della regione presenti (Oteri e Barone) non sono state rassicuranti: hanno confermato la loro convinzione di dover scegliere CSS perché così diminuirebbero i conferimenti in discarica, così ha detto il ministero dell’ambiente e poi le materie seconde non avrebbero più mercato, le imprese di riciclo non le acquistano più.

Abbiamo poi chiesto chiarimenti sugli standard tecnici previsti per i capitolati di gara: sarà obbligatorio prevedere porta a porta e tariffa puntuale dal 2021.

 

Morire per ignoranza o chiedere perchè informati?

 

PETIZIONE POPOLARE:

NO A INCENERIMENTO RIFIUTI DENTRO O FUORI REGIONE LIGURIA

 L’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015. Definendo, infatti, gli inceneritori “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, prevede che il Consiglio dei Ministri decida in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’inquinamento atmosferico (metalli pesanti, diossine, particolato ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia.

  1. Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona), riteniamo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece una bonifica. Diffidiamo dall’usare il sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS.
  2. Essendo gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali.

3) Esistendo scenari operativi alternativi, impianti a freddo con recupero di materia,Fabbriche dei Materiali“, praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla.

Per tutte le argomentazioni riportate i cittadini della Regione Liguria e i turisti, sottoscrittori della presente petizione, chiedono di approvare il testo LIP RIFIUTI ZERO e

 

al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti,

al Presidente della Commissione Ambiente della Camera on. Ermete Realacci,

al Presidente della Commissione Ambiente del Senato sen. Giuseppe Marinello

di stralciare l’art 35 del decreto Sblocca Italia e riformulare un nuovo articolo che disponga:

  1. l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti e non ai metri quadri dell’abitazione).
  2. la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti
  3. il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono   prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione.
  4. la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo

Comunicato stampa GCR su art 35 “Sblocca Italia”

COMUNICATO COORDINAMENTO LIGURE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI
Il Dlgs, emanato in questi giorni, per attuare l’art 35 legge “SBLOCCA ITALIA”, che prevede 12 nuovi inceneritori (1 in Liguria), valuta le “necessità di ulteriore capacità di incenerimento”. Quindi presenta gravi distorsioni della realtà:
• Presuppone che il rifiuto urbano residuo (RUR) debba comunque subire un trattamento termico (incenerimento e combustioni affini). Non c’è NIENTE che attesti un tale obbligo nelle Direttive UE, citate a sproposito, come se una tale strategia scellerata fosse imposta dall’Unione Europea.
Gli inceneritori sono infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni; deprimono quindi la raccolta differenziata e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento; il tutto a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità, prodotta con incentivi statali. L’errore di costruire inceneritori è stato fatto negli anni ’90 in Nord Europa (comunque senza introdurre incentivi); da anni se ne sono accorti e ne hanno deciso la chiusura programmata.

• Ignora l’esistenza di scenari operativi alternativi, come impianti a freddo con recupero di materia, “Fabbriche dei Materiali”, praticabili e praticati, che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Italia, in quanto costano molto meno (da un quinto ad un decimo), si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano e quindi non provocano danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla; questi impianti separatori di materia chiudono il ciclo in modo sostenibile, a valle di una raccolta porta a porta con tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti e non ai metri quadri dell’abitazione).

• Non prende in considerazione l’incremento di riciclo attualmente in discussione a livello UE, sulla “Economia Circolare”: aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all’attuale 50%), che presuppone elevate percentuali di RD, compreso l’organico, di ottima qualità; questo comporterebbe in Liguria circa 200 mila posti di lavoro in più.

Nessuno Ministro, in nessun Paese UE, era mai arrivato ad individuare un obbligo di incenerimento. Galletti, Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, mal consigliato, trasforma impianti di smaltimento costosi e dannosi per la salute, in infrastrutture strategiche per la Difesa dell’Ambiente, con decisioni avocate al Governo statale e sottratte in modo illegittimo alla competenza delle Regioni.