Incontro nazionale dei Comuni RZ 2017: il report

Abbiamo partecipato all’incontro nazionale dei comuni Rifiuti Zero il 27-28-29 ottobre a Campi Bisenzio, nella piana fiorentina.

 

Perché Campi Bisenzio?

La scelta della sede non è stata casuale. A Case Passerini nel comune adiacente di Sesto Fiorentino si vorrebbe costruire un nuovo inceneritore, nonostante schiaccianti evidenze di carattere economico ed ambientale dimostrino come l’incenerimento sia una pratica sorpassata e insostenibile.

Purtroppo il sindaco di Firenze Dario Nardella né altri della sua giunta, sostenitrice della necessità di costruire l’impianto, hanno partecipato, nonostante l’invito di Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, e dei comitati cittadini tra cui le “Mamme No Inceneritore”.

 

Le buone pratiche già esistono, in Italia e nel mondo

L’evento ha raggiunto lo scopo di dimostrare che le buone pratiche esistono già (!) e sono attive e funzionanti in molti dei 270 Comuni italiani che hanno adottato la delibera Rifiuti Zero. Molte testimonianze di successo da sindaci, amministratori e funzionari, sostenuti da giunte di ogni tipo di schieramento politico, poiché la strategia Rifiuti Zero non è esclusiva di nessuno, ma è trasversale ai colori politici.

Sono intervenuti anche due Comuni liguri: Imperia e Sestri Levante

Interventi anche da città con più di 100.000 abitanti come Roma, Parma e Livorno e una testimonianza di Jack Macy, Zero Waste manager di San Francisco, in California.

La città statunitense, da anni leader nella strategia Rifiuti Zero, dimostra che anche in grandi città (quasi un milione di residenti) con una conformazione geografica complessa è realizzabile un modello di gestione corretta, efficiente e sostenibile dei rifiuti.

 

Verso un modello conveniente da tutti i punti di vista

Le presentazioni del Professor Paul Connett della St. Lawrence University, di Rossano Ercolini e di Rick Anthony, rappresentante della Zero Waste International Alliance hanno messo in evidenza come l’adozione della Strategia Rifiuti Zero sia auspicabile dal punto di vista economico, specialmente in Europa per la scarsità di materie prime per l’industria manifatturiera, per ridurre la dipendenza dai Paesi esportatori.

Recuperare e riutilizzare le cosiddette materie prime seconde diventa indispensabile per continuare a produrre e incrementare l’occupazione.

Diversi studi dimostrano come efficaci pratiche di riciclo, anziché le cattive di incenerimento, creino fino a 10 volte posti di lavoro in più.

Un cambiamento così radicale non può fare a meno di governi sensibili e attenti e di una migliore progettazione industriale. E’ quindi evidente la necessità di una crescente presa di coscienza da parte dei cittadini-consumatori, i quali possono fare pressione sulle amministrazioni locali e nazionali e sulle aziende produttrici tramite le scelte di consumo.

Per questo, la tre giorni di Campi Bisenzio non è stata un evento NIMBY (Not In My Back Yard). Si è trattato invece di un weekend all’insegna di democrazia partecipativa, empowerment e proposte concrete alternative a una tecnologia vecchia, anti-economica e inquinante.

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