Il contributo degli inceneritori  alla produzione di gas climalterante con effetto serra

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Sintesi
Secondo i dati ISPRA, già oggi gli inceneritori emettono CO2 di origine fossile per kWh netta prodotta in misura pari al 220% rispetto alle emissioni del mix energetico nazionale. Mentre le emissioni di quest’ultimo continuano nella loro pronunciata discesa, gli inceneritori non mostrano altrettanta capacità, per cui il gap già elevato è destinato ad ampliarsi.

Questo dimostra che gli inceneritori non sono assolutamente più una alternativa alle fonti fossili nella produzione di energia, e ancor meno rispetto alle prospettive a medio-lungo termine di emissioni del mix energetico nazionale, ma, anche se la quota di energia prodotta dagli inceneritori è bassa, costituiscono comunque, come tutti gli impianti con emissioni superiori al mix energetico nazionale, una palla al piede rispetto agli obiettivi europei di azzerare le emissioni entro il 2050.

Non appaiono più neanche una valida alternativa rispetto alle discariche, dato che con la stabilizzazione obbligatoria del RUR e la captazione del biogas, le emissioni di CO2 equivalente derivanti dalla produzione di biogas non sembrano colmare il divario.

Occorre mettere in campo da subito una exit strategy dall’incenerimento, che veda la loro chiusura anticipata degli inceneritori, comunque non oltre la fine degli ammortamenti degli investimenti già eseguiti, e che metta in campo tecnologie e metodologie di gestione dei rifiuti alternative più efficienti, tanto più in considerazione del trend di riduzione dei rifiuti urbani da smaltire.


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ECONOMIA CIRCOLARE: Italia sempre prima

È quanto emerge dal “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, realizzato dal CEN-Circular Economy Network, la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da 14 aziende e associazioni di impresa, e da ENEA. Il Rapporto è stato presentato oggi in streaming dal presidente CEN Edo Ronchi e dal direttore del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali ENEA Roberto Morabito.
 
ci sono i rapporti in PDf da scaricare
 

Italia del riciclo 2019

Il Rapporto “L’Italia del Riciclo 2019”, a cura di Fise Unicircular (Unione Imprese Economia Circolare) e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile conferma che l’Italia è all’avanguardia dell’industria del riciclo: al terzo posto nella Ue per il recupero degli imballaggi (tasso di riciclo del 67%), dopo la Germania (71%) e la Spagna (70%).

Cresce meno invece il tasso di utilizzo circolare della materia al 17%, in quinta posizione in Europa (dietro Paesi Bassi, Belgio, Francia, Regno Unito). Infatti le materie prime seconde provenienti dal riciclo hanno sostituito in parte inferiore le materie prime vergini impiegate nella realizzazione dei prodotti. Per esempio poca della plastica riciclata è impiegata per produrre nuove bottiglie.

Cresce, purtroppo, la quantità di rifiuti che produciamo, da 155 milioni di tonnellate a 164 (+6%); ma cresce ancor di più il riciclo (+42%), da 76 a 108 milioni di tonnellate.

Questi i tassi di riciclo delle singole filiere: carta 81%, vetro 76%, plastica 45%, legno 63%, alluminio 80%, acciaio 79%.

ARTICOLO COMPLETO, con in fondo la possibilità di scaricare il RAPPORTO

L’ITALIA DEL RICICLO EDIZIONE 2019

Pubblicata ufficialmente da ZWE la gerarchia ZW.

 

Elaborata qualche anno in ZWIA (Zero Waste International Alliance), integrata con qualche importante aggiornamento, fondamentale per la situazione UE:

* mette il trattamento termico al livello più basso, come “inaccettabile”, mentre per il residuo indifferenziato si prevede ulteriore recupero di materia e collocazione a discarica di rifiuti stabilizzati
* espande considerevolmente, rispetto alla gerarchia UE, i livelli più alti, che sono quelli che meglio conservano risorse ed evitano prelievo di materiali
* rappresenta la gerarchia come imbuto e non come piramide, per dare l’idea della restrizione progressiva dei materiali che scendono ai livelli più bassi.

In questa nuova versione rispetto a quella ZWIA, abbiamo inserito il “chemical recycling“, tema che sta diventando frequente nel dibattito in UE (e su cui altri network seguono elaborazioni ZWE), dividendolo tra

* recupero monomeri per ripolimerizzazione (questo è – o meglio sarà, quando tecnologicamente maturo – accettabile, e contribuisce a massimizzare i recuperi di materia, dunque è messo tra gli altri recuperi)
* strategie plastic to fuel, ovviamente inaccettabili e messe al livello più basso assieme ad incenerimento et similia

Un articolo che spiega tutto in dettaglio:

A Zero Waste hierarchy for Europe

La gerarchia e le argomentazioni che l’accompagnano servono a guidare le decisioni a rispettare al meglio i principi della economia circolare, ad adottare principi e programmi davvero RZ, ed evitarne le interpretazioni distorsive e deteriori

Perché diciamo NO al biodigestore in area TP

CSS combustibili rifiuti

Al Presidente della Provincia di Savona Monica Giuliano
Al Consiglio provinciale di Savona
Al Comitato d’Ambito per i Rifiuti della Regione Liguria
p.c. All’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giampedrone
p.c. Alla Segreteria del Ministro dell’Ambiente
Alla Commissione europea

Oggetto: Piano d’Ambito Gestione Rifiuti per provincia di Savona: localizzazione dell’impianto Bio-digestore nell’area ex Tirreno Power

Il coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti, riconosciuto dalla legge 20 del 2015 come facente parte della Consulta per l’ATO regionale di gestione integrata dei rifiuti, constata che, nel Piano d’Ambito Rifiuti della provincia di Savona approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale il 2 agosto scorso, è stata inserita ex novo, dopo la conclusione della procedura VAS, la localizzazione del bio-digestore provinciale nell’area ex Tirreno Power, ritenuta preferibile rispetto alla prevista area della discarica Boscaccio.
Come avete potuto apprendere dalle numerose Osservazioni da noi prodotte (riportate nel nostro sito gcrliguria.wordpress.com), il coordinamento GCR, che pratica i principi della strategia verso rifiuti zero contenuti nella LIP RIFIUTI ZERO, non è contrario agli impianti di bio-digestione anaerobica per il trattamento della frazione organica umida da raccolta differenziata, purché vengano rispettati 2 passaggi finali indispensabili di recupero materia:
trasformazione del digestato (frazione solida) con compostaggio aerobico in compost di qualità utilizzabile in agricoltura
– trasformazione del biogas (frazione gassosa) con raffinazione in biometano da immettere in rete, quindi senza inquinante combustione in loco per produrre energia elettrica.
Il problema sorge con l’improvviso cambio di localizzazione dell’impianto, perché l’area ex Tirreno Power è all’interno dell’abitato dei comuni di Quiliano e Vado.
Sono da considerare in una futura indispensabile nuova procedura VAS, oltre ai vantaggi infrastrutturali, i seguenti gravi svantaggi:
1) preesistenti e future conseguenze sanitarie ed ambientali, dimostrate da numerose ricerche mediche nazionali ed internazionali, dell’inquinamento dovuto agli obsoleti gruppi a carbone della Centrale Termoelettrica, attivi da decenni e chiusi solo nel 2014 con un sequestro del GIP di Savona, che potrebbero interferire con le conseguenze delle attività del bio-digestore.

2) tempi di attesa e costi relativi alla bonifica obbligatoria del sito

3) costi per rispettare la legge Seveso e ridurre il rischio di incidenti rilevanti con possibile effetto domino, a causa della presenza di vari insediamenti industriali nel comune di Vado: Zincol ossidi spa, Petrolig srl, Tirreno Power spa, Infineum srl, Alkion Terminal srl. Vedi http://www.comune.vado-ligure.sv.it/content/schede-di-informazione-sui-rischi-di-incidente-rilevante

4) inquinamento ulteriore dell’aria a causa dell’imponente traffico di camion per il trasporto giornaliero della frazione organica dai vari comuni della provincia

5) emissioni odorigene causate dall’organico in arrivo sui camion e da un eventuale malfunzionamento dei filtri

Il nostro parere, già manifestato in passato, è che la provincia debba continuare ad usufruire del bio-digestore da 30.000 t/a di Ferrania ecologia srl già funzionante nel comune di Cairo M. e di cui la Regione ha autorizzato il raddoppio a 60.000 t/a e la raffinazione a bio-metano; con la costruzione di nuovi impianti corriamo invece il rischio di importare in futuro frazione organica da altre provincie o regioni.

In attesa di una urgente risposta, invio distinti saluti
Savona 6 settembre 2018
Renata Vela Referente regionale Coordinamento ligure GCR

Osservazioni del GCR Liguria alla VAS regionale sui Piani Provinciali per i rifiuti

Trovate QUI sul nostro blog le nostre osservazioni relativi ai Piani Provinciali in materia di gestione dei rifiuti espresse durante la procedura di Valutazione Ambientale Strategia a cura della Regione Liguria.

Incentivazione del vuoto a rendere nei Comuni

vuoto a rendereLa disposizione che introduce il sistema del vuoto a rendere nel nostro ordinamento ha visto finalmente la luce ed è oggi un articolo del Testo Unico ambientale. Ma si è dovuto attendere il 2017 per il Decreto Ministeriale che ne regolamenta la sperimentazione ad adesione volontaria.

Il coordinamento ligure GCR, da sempre sostenitore di una corretta gestione dei materiali post consumo, promuove azioni pilota per la Riduzione dei rifiuti (gerarchicamente più importante ancora della raccolta differenziata, perché riduce il consumismo incentivando il riuso degli imballaggi).

In concomitanza con la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti 2017 (SERR) diamo diffusione quindi a un modello di mozione/ordine del giorno link  >>>  da segnalare alle Amministrazioni Comunali o da portare in approvazione nei Consigli Comunali per incentivare una pratica virtuosa che si è persa negli anni: il vuoto a rendere.

Per informazioni dettagliate rinviamoal blog del Deputato Vignaroli link >>> , in cui potete trovare informazioni sulla genesi della legge, sui contenuti della stessa e soprattutto un utile vademecum per questa iniziativa.

L’atto è già stato approvato l’11 ottobre 2017 a Pomezia link >>> dove è stato contestualmente deliberato uno sconto del 30% sulla tariffa dei rifiuti per gli esercenti che aderiscono al sistema.
In Liguria una analoga mozione (link>>>) è stata approvata a Bogliasco (Ge) il 13 novembre 2017.

Contribuisci e diffondi questo articolo! #VAR #vuotoarendere

Dossier su rifiuti in Italia

Inchiesta “Il bel paese tra gestioni virtuose e fallimentari; storie e numeri degli impatti economici, ambientali e sanitari di ciò che scartiamo” molto interessante, pubblicata da Wired su dati ISPRA.

Indice: 1 scenario, 2 costi, 3 conseguenze, 4 eco-reati, 5 che fare?, 6 le storie

https://www.wired.it/partner/rifiuti-italia/phone/index.html