La Danimarca vuole ridurre l’incenerimento e aumentare il riciclo

Ecco un’ottima notizia arrivata da un paese europeo, che alcuni italiani indicavano come modello da imitare nel campo della gestione dei rifiuti; in realtà siamo molto più avanti noi in Italia: infatti l’elevata capacità di incenerimento in Danimarca ha causato un enorme aumento dei rifiuti prodotti, più di 800 kg per abitante ogni anno, mentre la nostra Liguria, pur essendo una delle regioni meno virtuose, ne produce circa 500 kg.

http://www.ecodallecitta.it/notizie/392927/piu-riciclo-meno-incenerimento-la-danimarca-non-vuole-piu-bruciare-la-plastica  

Piano Rifiuti della Città Metropolitana di Genova

La sezione dedicata ai rifiuti sul sito della Città Metropolitana di Genova è accessibile a QUESTO link.

Il relativo piano rifiuti lo trovate QUI sul sito della Città Metropolitana di Genova e QUI sul nostro sito.

Buona lettura!

Osservazioni alla delibera di Giunta del Comune di Genova su aggregazione AMIU-IREN

Trovate QUI le osservazioni che abbiamo esposto durante l’audizione presso le 5a e 6a Commissione del Comune di Genova durante la seduta di Venerdì 13.

Trovate QUI l’audio della seduta e QUI la delibera di Giunta.

Suggerimenti per il piano d’ambito provincia SV

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OSSERVAZIONI del COORDINAMENTO LIGURE GCR su PIANO AREA OMOGENEA per GESTIONE RIFIUTI in PROVINCIA DI SAVONA

 

 

In quanto organismo competente in materia, essendo stato riconosciuto nella Consulta dell’ATO regionale rifiuti dalla legge 20 del 2015, ci sentiamo in dovere di intervenire sul rapporto preliminare alla VAS pubblicato il 16 agosto 2016.

Quindi, facendo seguito alle nostre osservazioni sul Piano regionale Rifiuti fin dalla sua prima presentazione nel 2013, e in base ai valori da noi condivisi della strategia verso rifiuti zero, espressi nella LIP RIFIUTI ZERO:

A: ci esprimiamo sui vari obiettivi indicati nel rapporto per il 2020

A1. Riduzione produzione RSU del 15%.

Riteniamo indispensabile ridimensionare la quantità di RSU, attualmente a livelli patologici: 640 kg pro-capite nel 2014.

Quindi riconosciamo come un buon segnale che a regime si prevedano circa 540 kg per abitante, riportando il dato su un livello “fisiologico”.

Anzi riteniamo possibile anticipare al 2018 tale traguardo, puntando per il 2020 a meno 20%, quindi 512 kg: infatti quando si elimineranno i cassonetti stradali in tutti i comuni, si avrà tale riduzione solo per l’eliminazione dei conferimenti impropri di rifiuti speciali (de-assimilazione di fatto).

 

Clicca QUI per visualizzare il documento in formato PDF

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ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA

Il riciclo in Italia sta superando il 40% dei rifiuti solidi urbani. Potete leggere vari esempi di idee virtuose già realizzate nell’articolo sotto.

L’obiettivo che il pacchetto europeo sull’economia circolare ci porrà è il 70%, quindi cerchiamo di divulgare le pratiche virtuose della strategia rifiuti zero per andare in quella direzione del futuro.

Tra le leggi del passato che invece intralciano pesantemente questo obiettivo, c’è la legge “Sbocca-Italia”, con la previsione nell’art 35 di un fabbisogno di incenerimento da soddisfare, che intende concentrare gli investimenti in impianti dannosi e inutili: firmiamo per chiedere il referendum abrogativo di questa norma.

http://www.corriere.it/bello-italia/notizie/sorpresa-ricicliamo-oltre-40percento-rifiuti-l-italia-sta-diventando-virtuosa-02acc8fc-2696-11e6-844b-1dd7d0858058.shtml

Sbloccaitalia, incenerimento, rischi salute

Le Regioni stanno predisponendo posizioni critiche sulla procedura e sul merito delle scelte dell’art 35 della legge “Sblocca Italia”

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/05/05/news/le-regioni-preoccupate-dai-nuovi-inceneritori-forse-rischi-per-la-salute-servono-analisi-1.264414?ref=HEF_RULLO

Lettera alla Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti

Lo scorso Martedì 2 Febbraio il nostro Coordinamento ha partecipato presso la Prefettura di Genova ad un incontro con la Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

La Commissione ha relazionato in merito alla propria attività e circa la relazione che ha prodotto e che trovate QUI.

Nell’occasione abbiamo letto il documento che trovate QUI

COP 21 decalogo sul consumo di energia

DECALOGO SUL CONSUMO DI ENERGIA

  1. Per spostarti preferisci mezzi pubblici o bici, limitando al minimo uso di auto o moto. Lascia che i tuoi figli usino il bus scolastico e falli camminare, evita di accompagnarli in auto.
  2. Modera la temperatura del riscaldamento in casa: riducendola da 20° a 18° diminuisci i consumi e quindi le emissioni di CO2 e la bolletta! Se fa troppo caldo: chiudi i termosifoni invece di aprire finestre.
  3. Per rinfrescare d’estate non usare condizionatori ma ventilatori, limita l’irraggiamento solare con tende e protezioni, apri le finestre di notte per ventilare con aria più fresca.
  4. Cambia fornitore di elettricità per finanziare fonti alternative e sostenibili (fotovoltaico, microeolico, piccolo idroelettrico): così eviterai di finanziare centrali a carbone.
  5. Pianta alberi e coltiva piante ovunque puoi: catturano CO2 dall’atmosfera, usano il carbonio per nutrirsi e restituiscono ossigeno, disgregano le sostanze inquinanti.
  6. Separa i rifiuti organici (scarti di cucina o umido) per il compostaggio: così si recupera materia (il carbonio torna alla terra e la migliora) e si riducono i rifiuti in discarica e si contrasta il dissesto idrogeologico.
  7. Fai la raccolta differenziata dei rifiuti! Separa carta, plastica, vetro e altre frazioni, così andranno alle industrie di riciclo e non agli inceneritori o in discarica.
  8. Nei tuoi acquisti, fai attenzione alle certificazioni ambientali! puoi acquistare prodotti amici dell’ambiente che usano materie prime sostenibili e non richiedono lunghi trasporti.
  9. Installa impianti solari sul tuo tetto! con il solare fotovoltaico avrai elettricità, con il solare termico acqua calda tutto l’anno, aiutando ambiente e portafoglio.
  10. Informati sui tuoi diritti, sugli impatti delle tue azioni, sulle iniziative del tuo territorio, sui tuoi doveri, per aiutare l’ambiente, che è la nostra casa.

PRESIDIO ENERGIA  SAVONA 29-11-15  MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA

Comunicato stampa GCR su art 35 “Sblocca Italia”

COMUNICATO COORDINAMENTO LIGURE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI
Il Dlgs, emanato in questi giorni, per attuare l’art 35 legge “SBLOCCA ITALIA”, che prevede 12 nuovi inceneritori (1 in Liguria), valuta le “necessità di ulteriore capacità di incenerimento”. Quindi presenta gravi distorsioni della realtà:
• Presuppone che il rifiuto urbano residuo (RUR) debba comunque subire un trattamento termico (incenerimento e combustioni affini). Non c’è NIENTE che attesti un tale obbligo nelle Direttive UE, citate a sproposito, come se una tale strategia scellerata fosse imposta dall’Unione Europea.
Gli inceneritori sono infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni; deprimono quindi la raccolta differenziata e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento; il tutto a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità, prodotta con incentivi statali. L’errore di costruire inceneritori è stato fatto negli anni ’90 in Nord Europa (comunque senza introdurre incentivi); da anni se ne sono accorti e ne hanno deciso la chiusura programmata.

• Ignora l’esistenza di scenari operativi alternativi, come impianti a freddo con recupero di materia, “Fabbriche dei Materiali”, praticabili e praticati, che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Italia, in quanto costano molto meno (da un quinto ad un decimo), si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano e quindi non provocano danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla; questi impianti separatori di materia chiudono il ciclo in modo sostenibile, a valle di una raccolta porta a porta con tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti e non ai metri quadri dell’abitazione).

• Non prende in considerazione l’incremento di riciclo attualmente in discussione a livello UE, sulla “Economia Circolare”: aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all’attuale 50%), che presuppone elevate percentuali di RD, compreso l’organico, di ottima qualità; questo comporterebbe in Liguria circa 200 mila posti di lavoro in più.

Nessuno Ministro, in nessun Paese UE, era mai arrivato ad individuare un obbligo di incenerimento. Galletti, Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, mal consigliato, trasforma impianti di smaltimento costosi e dannosi per la salute, in infrastrutture strategiche per la Difesa dell’Ambiente, con decisioni avocate al Governo statale e sottratte in modo illegittimo alla competenza delle Regioni.